Gavino Variationen: arte ed emozioni
sardo-tedesche
Grande successo per l’evento artistico
allestito dall’Associazione Culturale Italo Tedesca (A.C.I.T.)
all’aeroporto “Costa Smeralda”, nell’Aula Magna
Università del Turismo. L’idea, geniale e innovativa, è
il prodotto di una felice collaborazione tra l’artista tedesco
Christian Schutz e lo scrittore-poeta Gavino Ledda. L’autore di
“Padre Padrone”, dietro gentile richiesta del suo amico
berlinese, gli aveva lasciato alcuni suoi “segni” (una firma
e un breve scritto) da elaborare in modo creativo. Il risultato è
una mostra intitolata “Impressioni di Sardegna ovvero Gavino Variationen”,
efficace e suggestivo esempio di arte digitale al computer.
Christian Schutz è partito da una sua personalissima indagine
sulle forme e la percezione dei segni, sulla loro funzione espressiva
e comunicativa nelle società e nelle culture. Dal segno-immagine
così concepito, l’artista ha sviluppato le sue variazioni,
ottenute con spostamenti, torsioni, combinazioni e specchiamenti. Tecniche
e metodi gli sono stati ispirati principalmente dal linguaggio musicale
e dalle formule matematiche. L’inizio delle variazioni su Gavino
Ledda risale al luglio 1995, quando l’artista berlinese, ospite
dell’A.C.I.T. a Olbia conobbe lo scrittore sardo. Schutz rimase
affascinato da “Aurum Tellus” opera di Gavino Ledda sulla
natura e sul tempo, tanto da chiedergli: “Dammi un tuo segno e
ne trarrò un’immagine”. Così è nato
lo straordinario ciclo delle Gavino-Variationen: affascinante percorso
che interpreta e stravolge la scrittura trasformandola in immagini,
disegni più o meno astratti, figurativi o evocativi ma sempre
densi di energia e tensione creativa.
I due protagonisti della mostra hanno partecipato alla manifestazione
patrocinata dalla Regione Sardegna, dal Comune di Olbia e dall’Ambasciata
della Repubblica Federale di Germania. Uno dei momenti più emozionanti
è stata la lettura del poemetto di Gavino Ledda “Quercus
suber” (inserito nel libro “I cimenti dell’agnello”)
magnificamente eseguita a due voci da Cristina Ricci e Tino Scugugia.
Alla commozione del pubblico, numeroso e coinvolto, si è aggiunta
quella dello stesso autore che non aveva mai sentito recitare la sua
opera da lui definita “ un inno alla madre e amica quercia, che
in gioventù mi ha dato cibo, calore e riparo dal sole. Nella
mia vita le ghiande sino state le prime castagne. Ora le querce da sughero
sono più sfruttate degli animali da soma”. Si è
quindi complimentato con i due lettori, per l’interpretazione
appassionata del suo testo, reso “musicale come un vero e proprio
canto”. Nel suo intervento Christian Schutz ha così sintetizzato
il suo pensiero: “Quando una cultura perde la sua memoria vuol
dire che è morta; per me Gavino Ledda è uno dei creatori
della memoria culturale della Sardegna”. Ha poi espresso grande
interesse per la ricerca, avviata dallo scrittore di Siligo, sulla linguistica
pluridimensionale, in cui finalmente la parola sia sempre riproducibile
e verificabile come lo è nelle matematiche e nelle scienze.