Scoperti i resti delle seconde Terme
di Olbia romana
La città di Olbia, in epoca romana,
aveva due impianti termali e non uno come si pensava fino a qualche
giorno fa. L’importante scoperta è stata illustrata ai
giornalisti dall’archeologo Rubens D’Oriano. I resti delle
sottostrutture delle antiche terme pubbliche, risalenti all'epoca della
dinastia imperiale dei Severi (197-235 d.C.) sono stati rinvenuti a
pochi passi di distanza dall’ingresso della scuola media “Ettore
Pais” di Via Nanni, in un’area che praticamente si affaccia
sulla strada. La zona dista un centinaio di metri dalle vestigia del
primo impianto, rinvenute nella via che, a seguito di quella scoperta,
prese appunto il nome di “Via delle Terme”.
Le strutture emerse dagli scavi di via Nanni, sono forse il frutto di
un gesto munifico della casa imperiale nei confronti della città
di Olbia. Si trovano sotto il piano di calpestio; ad affiorare sono
stati i resti di muri, delle vasche con due colonne e della zona di
combustione nella quale veniva riscaldata l’aria che poi andava
sotto i pavimenti. Trovati anche i pilastrini di mattoncini in terracotta,
detti “suspensurae”, che sostenevano il pavimento sotto
il quale scorreva l’aria calda che, oltre al locale dei bagni,
serviva anche il laconicum, quella che oggi si chiamerebbe sauna. Il
calore arrivava dal praefurnium, il forno, le cui tracce sono evidentissime
sul lato orientale dell’edificio, ornato di colonne come nella
parte anteriore che dava sulla strada, il decumano probabilmente più
vicino al mare. Il rifornimento d’acqua, secondo gli archeologi,
era garantito da un braccio dell’acquedotto romano che si vede
lungo la strada per Cabu Abbas e che passa a poche decine di metri dalla
scuola diretto alle terme della zona alta. La scoperta è stata
definita “ di notevole interesse storico” dagli archeologi
della Soprintendenza. Il fatto che Olbia avesse due impianti termali
è un’ulteriore conferma della sua vitalità ed importanza
in epoca romana.
“Siamo in presenza - ha dichiarato l'archeologo Rubens D'Oriano
- di un insediamento piuttosto ampio di cui ciò che abbiamo trovato
rappresenta circa un decimo. Il resto si trova sotto la scuola ed è
assai probabile che comprenda anche i mosaici caratteristici di queste
terme. L’esistenza di un secondo stabilimento termale pubblico
mette Olbia sul piano delle città di rango dell’età
romana. Purtroppo non si potranno vedere i pavimenti, probabilmente
con mosaico, calpestati dagli olbiesi dell’epoca. Le antiche terme,
infatti, giacciono sotto l’edificio che attualmente ospita la
scuola media, costruita una quarantina di anni fa. La scoperta ci offre
anche un dato urbanistico importante perché ci dice che la città
si estendeva verso il mare anche da quel lato. Dimostra inoltre che
gli edifici più importanti della città erano situati nella
zona che gravitava intorno al porto”.