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Berlino di ieri e di oggi in mostra alla Simpliciana
Una mostra per raccontare Berlino e il suo spirito irriverente, trasgressivo,
alternativo e satirico. Nella prima sala della Galleria Simpliciana si
possono ammirare 38 foto scattate dall’artista berlinese Thomas
Irmer che ha curato anche l’originale allestimento dell’esposizione,
organizzata dall’Acit in collaborazione con il Comune. Nella prima
sezione della mostra si ritrova la Berlino del dopo-Wende, dall’abbattimento
del Muro ai nostri giorni. La metropoli più grande d’Europa
è vista attraverso le espressioni, i gesti dei suoi abitanti e
le situazioni che meglio la caratterizzano.
Nella spigolosa Berlino la tolleranza viene sperimentata e praticata tutti
i giorni; l’integrazione del “diverso” è un fatto
acquisito, una realtà concreta e non un vuoto proclama. Sotto gli
occhi dei tanti visitatori che in questi giorni affollano la mostra, sfilano
immagini piene di significato: abbracci protettivi di donne emancipate;
chiacchiere al cellulare sotto le macerie del Muro; bambini precocemente
invecchiati e tante scene di vita berlinese. Ci sono poi gli oggetti che
identificano il luogo: l’orso-simbolo di Berlino; il mago Sabbiolino
(pupazzo-star della tv tedesca dal 1953), i ciottoli in granito del centro
storico (i manifestanti usavano tirarli contro la Polizia in occasione
del 1° maggio) e le riproduzioni dei reperti più famosi ospitati
nei Musei berlinesi.
Il genocidio degli Ebrei viene ricordato con diverse foto d’epoca
e un’installazione particolare: una confezione di sapone duro che
pulisce la pelle ma non lava quella “macchia” indelebile sulla
coscienza del popolo tedesco. Nella seconda sezione della mostra, grazie
ad una serie di foto originali acquistate dall’Archivio Nazionale
Storico, è documentata la storia di Berlino dal 1918 fino all’ultima
ronda sotto il Muro abbattuto il 22 dicembre 1989. Le immagini in bianco
e nero rievocano il periodo degli “spartachisti”, quello della
Repubblica di Weimar, l’ascesa di Hitler, la guerra e le sue devastazioni,
le donne berlinesi protagoniste della ricostruzione, l’assedio sovietico
e gli anni del Muro, eretto nel 1961.
Particolarmente significativa la drammatica foto di un fuggiasco ucciso
e relativo articolo, pubblicato sul quotidiano di Berlino, con la descrizione
della terribile agonia del giovane rimasto attaccato al filo spinato per
un’ora e morto dissanguato. Non mancano le riproduzioni delle onorificenze
conferite alle guardie che riuscivano a bloccare i fuggiaschi. Interessante,
e per molti aspetti inedita, anche la ricostruzione del Muro, trasformato
dall’eclettico Thomas Irmer, in un plastico “innocuo”
ma ancora impressionante. La Berlino dei nostri giorni viene proposta
in modo non convenzionale, con foto a colori collegate alla pianta della
città grazie a dei fili di lana colorati che differenziano i vari
itinerari. La mostra, aperta dalle 10,30 alle 13 e dalle 17 alle 21, potrà
essere visitata fino al prossimo 15 gennaio.
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