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    Via libera alla progettazione di un Ecocentro per la riabilitazione di animali marini in difficoltà

Prevista ad Olbia la realizzazione di una struttura per l’accoglienza, cura ed ospedalizzazione di animali marini in precarie condizioni di salute ( generalmente delfini, tartarughe, rettili, uccelli e nell’eventualità foche monache) fino alla loro completa riabilitazione e reimmissione nell’ambiente originario. Al mondo esistono solo tre-quattro impianti di questo genere e nessuno nel Mediterraneo. L’Ecocentro verrà ubicato nello specchio acqueo prospiciente il Museo Archeologico nel Porto vecchio; sarà costituito da una vasta area naturale sommersa con differenti profondità, suddivisa in vasche differenziate per ospitare gli animali sofferenti, in relazione alle condizioni di salute diagnosticate.

Relativamente all’ubicazione “terrestre”, il Comune ha destinato all’Ecocentro due locali del Museo in via di ultimazione, per l’allestimento della sala operatoria e di altri reparti per la cura degli animali. Su proposta dell’Assessore all’Ambiente Pino Masala, la giunta ha accolto ed approvato l’affidamento della redazione del progetto preliminare, con la predisposizione di proposta di finanziamento da presentare alla Comunità Europea. Gli incaricati tecnico-scientifici sono: l’Istituto di Scienze Naturali e Biologia Marina (Olbia), il Gruppo Eco Studio Ambiente e Sviluppo Sostenibile (Torino) e il Gruppo Thompson (Torino).

Ogni anno, in Sardegna si rinvengono spiaggiati decine di cetacei in condizioni instabili di salute (gastroenteriti, pancreatici, traumi, polmoniti ecc.) e un numero notevole (70/90) di tartarughe marine “Caretta caretta”, traumatizzate da imbarcazioni o con presenza di grossi ami in cavità esofagea. Questi animali vengono soccorsi e aiutati grazie alla volontà e all’abnegazione di pochi appassionati che, con grandi sacrifici cercano di curarli (il più delle volte a spese loro) e reintrodurli in natura dopo un periodo più o meno lungo di convalescenza. Tali azioni, seppure lodevoli, sono però insufficienti; la mortalità degli animali è infatti altissima proprio per l’assenza di una struttura specializzata, come hanno più volte rimarcato gli studiosi del “Centro Studi Cetacei” fondato nel 1985, presso il Museo Civico di Storia Naturale di Milano, allo scopo di promuovere e coordinare, a livello nazionale, le ricerche su cetacei e tartarughe marine.

L’Ecocentro Marino di Olbia colmerebbe dunque una lacuna segnalata a livello nazionale ed europeo. Avrebbe sicuramente una rilevanza extra-territoriale per l’area strategica del suo posizionamento e la possibilità di stipulare convenzioni con i vicini Parchi ed Aree Marine Protette, quali il Parco Nazionale di la Maddalena, la Riserva Marina di Tavolara Capo Coda Cavallo, il Parco Internazionale dei Cetacei (capo Ferro confine di Sud - Est ) e il costituendo Parco Internazionale delle Bocche di Bonifacio. Previsto anche un laboratorio ecologico dotato di unità didattiche dove svolgere esperienze pratiche relative alla conoscenza ed al rispetto del mare, riservato a scuole, nuclei familiari ed ecoturisti. Nel Centro troveranno ricovero anche animali marini in esubero, provenienti da altre strutture e purtroppo non più reintroducibili nel loro ambiente naturale. Questi animali potranno collaborare con l’uomo per la cura dei bambini autistici o portatori di handicap. Il Centro potrà disporre di un’imbarcazione attrezzata sia per il prelievo dell’animale in difficoltà, sia per la sua reintroduzione in mare dopo la cura, e di un furgone adatto al trasporto degli animali reduci da spiaggiamenti avvenuti in altre località della costa sarda.

L’iniziativa assume anche un notevole valore scientifico; le università nazionali ed estere potranno disporre una propria area laboratorio dove testare i loro programmi aventi come fattore comune l’ambiente mare e la conservazione delle specie. L’Ecocentro dovrà autogestirsi mediante i proventi derivanti dalla tariffazione delle attività offerte, come la visita della struttura stessa, con erudizione zoologica ed ecologica relativa agli animali ospedalizzati. In programma anche la costituzione di una scuola di specializzazione per veterinari e l’organizzazione di attività naturalistiche quali: dolphinwatching (su una popolazione residente nelle acque antistanti l’area marina protetta di Tavolara-Capo Codacavallo e monitorata costantemente da ricercatori), seawatching e birdwatching. Si costituiranno anche servizi connessi alla struttura stessa (allestimento di mostre, eventi culturali, seminari di studio e congressi). L’Assessore all’Ambiente Pino Masala ha dichiarato:

“ Una simile struttura garantirebbe il il recupero, la cura e la reintroduzione nel loro ambiente naturale di un considerevole numero di animali; oltre a questo già notevole risultato, l’ecocentro serve stimolare e promuovere il rispetto dell’ambiente marino. La struttura nasce anche per orientare residenti e turisti verso una seria fruizione dei territorio; gli operatori locali e gli enti di promozione hanno ormai capito che è necessario creare nuovi flussi turistici qualitativamente compatibili con il rispetto delle risorse naturali. Il progetto ha un indubbio valore scientifico e crea anche un’occasione di sviluppo sociale con ricadute economiche ed occupazionali”.