| Il Sindaco | La Giunta | Il Consiglio | Le Commissioni | Regolamento | Statuto | INCittà | Home|

  Il giorno del lutto e della riflessione: le parole del Vescovo

La Città di Olbia si è stretta intorno alla famiglia di Cesare Cocchi aderendo in modo esemplare al lutto proclamato in concomitanza con i funerali celebrati nella Basilica di San Simplicio. Una grande folla, commossa e attenta, ha gremito l’interno della Chiesa e il sagrato. Presenti le autorità civili e militari, il Prefetto di Sassari Giorgio Fadda, il Sindaco di Olbia Settimo Nizzi, la Giunta, i rappresentanti delle forze sindacali e delle associazioni di categoria. Particolarmente toccante e incisiva l’omelia del Vescovo Mons. Paolo Atzei che ha rivolto ai familiari parole di conforto, e all’intera città, un significativo invito alla riflessione:

“In questi giorni Olbia è sgomenta, attonita e prostrata perché, ancora una volta ha visto scorrere il sangue di un suo figlio stimato e benvoluto, una persona onesta, un professionista serio, padre e marito amatissimo. Non ci sono parole umane per consolare, né gesti per lenire un dolore tanto forte ma solo il silenzio condiviso e l’interiore fede che porta a reagire con speranza, mai con cattiveria o spirito di vendetta ma neppure con rassegnazione. La situazione della convivenza civile di Olbia è un continuo campanello d’allarme e non da oggi; sempre a rischio per i piccoli attentati alla dignità delle persone, per le infiltrazioni malavitose, per la microcriminalità e per le punte più alte della macrocriminalità.”

A questo punto dell’omelia, il Vescovo ha ricordato i nomi delle persone uccise in città negli ultimi dieci-quindici anni, definendo tali delitti

“tutti accomunati da assurde motivazioni, scaturiti dai segreti bisogni indotti dalla cultura dell’evasione, dalle sostanze tossiche che generano un processo perverso di assuefazione per il quale si è capaci di calpestare i più elementari diritti dell’uomo. E’ terribile constatare come si possa uccidere e accorgersi solo dopo della gravità del delitto compiuto. Perché non fermarsi prima? Perché non dire a se stessi: questo no! Perché non pensare all’altro che è immagine di Dio, ad una vita e ad una famiglia violentemente spezzata?”. Il Vescovo ha quindi lanciato un appello di elevato valore culturale e sociale “ una sfida quotidiana, da condurre tutti insieme, per educare, orientare ed investire le migliori energie nella formazione dei giovani. Affinché diventino persone con dei valori etici e spirituali, aperte all’assoluto, solidali con i loro simili e rispettose dell’ambiente. Davanti a tanta scelleratezza dobbiamo chiederci tutti- quale città per l’uomo stiamo costruendo e come la stiamo costruendo? Da dove trae oggi la sua felicità Olbia, il cui nome significa La Felice? Olbia è una città che bisogna amare e servire amandola. Perché non appaia come colei che si prostituisce a tutti e a tutto, agli occasionali amanti di turno, agli idoli del dio denaro, del dio benessere di pochi e del proprio “particulare”, alla presunta parzialità della vita, alla ricerca del piacere a basso costo, alle ingiustizie perpetrate dai prepotenti e dai furbi ai danni dei piccoli e dei deboli. Bisogna amarla tutti, questa città, a partire dal Vescovo e dal Sindaco. E servirla con quella pietas, con quella devozione fatta di interiore forza, ricerca continua del bene comune, rispetto per la dignità di tutte le persone, perspicacia per individuare i bisogni e dare risposte, sopratutto ai beneficio dei disagiati e degli svantaggiati. L’amore non deve riguardare primariamente le strutture, ma le persone, non il look della città ma, in primo luogo, i diritti che sono scritti dentro il cuore di ogni suo cittadino; la convivenza serena e pacifica; la difesa e la tutela della sua sicurezza”. Ai familiari di Cesare Cocchi, alle autorità presenti e alla folla di amici, conoscenti e semplici cittadini, il Vescovo Atzei ha rivolto commoventi parole di fede e speranza, invocando il perdono di Dio per il giovane uccisore”.

In concomitanza con le esequie, tutta la città di Olbia si è fermata per onorare la memoria di Cesare Cocchi ed esprimere solidarietà alla famiglia.

 

 
Bandiere a mezz'asta in Municipio
Folla davanti alla Chiesa di San Simplicio
L'arrivo del feretro in chiesa
Il Vescovo mons. Paolo Atzei (a sinistra Don G.Debidda)