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collaborazione per una migliore assistenza domiciliare integrata
E’ stata una Giornata di studi notevolmente
propositiva quella incentrata sull’Assistenza domiciliare integrata
oncologica, organizzata dall’Associazione “Cittadinanzattiva
Sardegna”, con il patrocinio dell’Assessorato ai Servizi Sociali.
Dai lavori è emersa una posizione condivisa da tutti: Comune e
Asl, medici di base, specialisti e ospedalieri, assistenti sociali e gli
altri operatori del settore devono programmare ed agire in collaborazione
e piena sintonia affinché i malati e le loro famiglie possano essere
aiutati, nelle loro case, a convivere con la malattia e il disagio che
ne deriva, nel modo più “assistito”, sereno e dignitoso
possibile.
Dai numerosi interventi è emersa la necessità di cercare
e trovare nuove sinergie per ottimizzare attività che spesso vanno
a sovrapporsi senza integrarsi veramente a beneficio dei malati. Da qui
l’esigenza di affrontare una serie di questioni legate alle patologie
in stadio avanzato, alla terapia del dolore e all’assistenza domiciliare
nelle sue varie forme, così come viene erogata oggi e come invece,
potrebbe, essere erogata in un futuro ormai prossimo. Da parte dell’Assessore
Pietro Luciano è stata ribadita la volontà di far decollare
in tempi brevissimi il protocollo d’intesa tra ASL e Comune di Olbia
per l’ottimizzazione del servizio A.D.I. (Assistenza Domiciliare
Integrata).
Con questa sigla viene definito il complesso di cure mediche, infermieristiche,
riabilitative e socio-assistenziali fornite al domicilio del paziente
in alternativa al ricovero ospedaliero, secondo un piano assistenziale
definito e concordato tra il medico di medicina generale (responsabile
del caso clinico) e il personale della A.S.L. E’ prevista quindi
la collaborazione di varie figure, quali il medico di base, gli specialisti,
gli operatori sanitari (infermieri e fisioterapisti), gli assistenti sociali
e le famiglie. L'A.D.I. è specificamente rivolta a persone affette
da patologie croniche invalidanti o molto gravi e ai malati terminali.
Il Dott.Ortu, responsabile del servizio di oncologia medica del nosocomio
cittadino ha sottolineato una realtà drammatica: l’ospedale
risulta inadeguato alle esigenze dei malati terminali, i cui bisogni sono
di natura diversa, non solo di pertinenza medico-infermieristica. Ma per
vivere malattie gravissime all’interno della propria casa, si ha
bisogno di vari tipi di assistenza riconducibili a varie figure professionali.
Esperienze significative ed esempi concreti sono stati fatti dalle promotrici
del Convegno, Rosanna Bucciero (responsabile del Collegio dei Procuratori
dei cittadini) e Gabriella Furbetto (responsabile del Tribunale per i
diritti del malato). Moderatore del dibattito: il Dott.Franco Pala, direttore
Reparto Anestesia e Rianimazione e Presidente Comitato Etico dell’ASL
n°2.
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