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Lou Reed conquista il Porto Vecchio

Grande successo di Lou Reed, che ha concluso ad Olbia il suo tour italiano. Dopo la pausa estiva, lo stesso concerto verrà proposto il 4 settembre a Sydney, in Australia, per poi approdare in Giappone. Almeno 4000 persone hanno affollato l’arena del Molo Brin nel Porto vecchio per uno spettacolo che non ha certo deluso le aspettative. E’ stato quindi inaugurato nel modo migliore il Moon Stereo organizzato da Ondata Sonica di Gianluca Vassallo, con il patrocinio del Comune di Olbia. Sullo stesso palcoscenico si esibiranno Patty Smith (29 luglio), Franco Battiato (3 agosto) e Carmen Consoli (13 agosto).

Lou Reed , leggenda del rock, ha regalato due ore e mezzo di storia della musica in un sorprendente mix di poesia, rabbia ed energia. Ha proposto tutti i suoi successi alternando i suoi brani “storici” ascoltati in religioso silenzio dal pubblico, come “Sweet Jane” ai pezzi più recenti che dimostrano la vitalità ancora straordinaria della sessantaduenne icona del rock. Il timbro inconfondibile della sua voce e la sua presenza scenica hanno creato un’atmosfera intima e tesa che ha coinvolto gli spettatori; fans di tutte le età sono arrivati da tutta l’isola per seguire il concerto del loro idolo. Il cantautore newyorchese ha condensato nel concerto tutta la sua esperienza di artista raffinato e scontroso, innamorato dei suoi miti, da lui rielaborati musicalmente, con una graffiante genialità. In oltre due ore di musica, ha ripercorso trent’anni di storia del rock, dagli esordi alla guida dei Velvet Underground alla suggestiva rilettura di Edgar Alan Poe incarnata nel recente album “The Raven”.

L’artista ha incluso nella sua performance numerose novità con alcuni brani arrangiati in modo particolare. Il concerto è piaciuto molto proprio per la sua varietà ed imprevedibilità dovuta anche all’apporto dei musicisti-attori della band. Lou Reed ha infatti dimostrato una notevole sensibilità teatrale o, più semplicemente, una forte propensione per l’happening, facendo interpretare “una parte” ad ogni musicista. Ha anche riservato uno spazio, nella parte finale del concerto all’esibizione di un maestro d’arti marziali che lo ha accompagnato in tutto il suo tour italiano. Tra le canzoni più applaudite: “All tomorrow’s party”, “The vanishing act”, “Candy says”, “Men of the good fortune”, “J.Kennedy day” , “Ecstasy” , “Call on Me”, “Sunday morning”, “Perfect day”, “Small town”, “Tell it to your heart”, “Venus in furs”, “Heroin” e la recentissima “Walk on the wild side”.

Lou Reed con le sue chitarre distorte e lancinanti, ha imposto suoni metallici e nervosi, quasi minimalisti ma incisivi. Regala ancora emozioni forti quando propone i suoi blues e le canzoni d’atmosfera; d’altra parte, gli anni non hanno intaccato la sua maschera di rocker gotico segnata da molte rughe. Mai banale e naturalmente trasgressivo, Lou Reed ha dimostrato di sapere ancora ipnotizzare un pubblico tanto eterogeneo quanto appassionato, pronto a seguirlo nei suoi “viaggi” musicali sospesi tra sogni ed incubi, nostalgia e ribellione.