Pino d’Olbia “ambasciatore”
a 45 giri della Gallura
Pino d’Olbia, ha appena festeggiato il suo 68° compleanno
ma la sua voce, calda e dolce, è quella di una volta. Continua
a cantare, felice di poter regalare ancora tante emozioni. Sono cambiati
tempi e scenari ma i suoi estimatori sono sempre tantissimi; ora si
definisce “un intrattenitore” e, insieme a Mario e Nardo
Pischedda, ha dato vita al “Gruppo Isola”. Lui canta e suona
la chitarra rendendo speciale una festa o una serata; le esecuzioni
del gruppo sono rigorosamente dal vivo, senza amplificazioni. Il repertorio
varia, dalle canzoni in dialetto, ai classici napoletani ed internazionali.
Naturalmente Pino d’Olbia, al secolo Giuseppe Fadda, propone i
suoi cavalli di battaglia “riscoperti” grazie a quella che
lui definisce “una passione etnica che sta conquistando un numero
sempre maggiore di giovani desiderosi di imparare a cantare e ballare
le nostre tradizioni”.
Continua anche a comporre canzoni incise da altri artisti, come il Duo
Puggioni e Franca Pinna ed è spesso ospite in programmi musicali
trasmessi dalle emittenti regionali. Ma, per ricostruire “gli
anni d’oro” di Pino d’Olbia, frughiamo in una…valigia
che lui ci porta, piena di ritagli di giornale, dischi, vecchie foto
e un libro. Nel volume scritto dal giornalista Giacomo Serreli, intitolato
“Sardegna Rock”, Pino d’Olbia viene definito così:
“E’ senza tema di smentita il primo autentico fenomeno emerso
in Sardegna al di fuori del panorama della musica tradizionale isolana…”.
In sintonia con questo giudizio, tante altre lusinghiere recensioni,
pubblicate nei giornali di quegli anni; a cominciare da questa: “Sulla
ribalta musicale moderna la Sardegna era la grande assente, fino a quando
il M° Astro Mari, noto poeta e compositore sardo, non le ha fatto
dono delle sue splendide canzoni galluresi e della sua grande scoperta
canora: Pino d’Olbia…”In un’intervista, rilasciata
nel 1961, i dettagli di questa fortunata “scoperta” furono
raccontati dallo stesso maestro Astro Mari, famoso paroliere nato ad
Olbia, le cui canzoni ( citiamo solo “Bruna isolana”, “Il
Valzer della fortuna”, “Piccola Santa”) furono cantate
da Claudio Villa, Nilla Pizzi, Luciano Tajoli, Natalino Otto, Giorgio
Consolini e tanti altri: “ …Ho incontrato Pino, per la prima
volta in un ristorante di Olbia dove mi trovavo in vacanza. Lui lavorava
come cameriere e, mentre mi serviva a tavola, canticchiava alcuni motivi
in italiano ed altri in dialetto sardo. Capii subito che aveva del talento
e gli proposi un’audizione.
Da quel giorno ha avuto inizio la sua carriera di cantante; il giovane
ha seguito la solita routine, intendo una preparazione seria…Dopo
averlo chiamato a Roma per studiare canto, ho proposto Pino d’Olbia
alla C.G.D. , la stessa casa discografica che ha in contratto Johnny
Dorelli, Betty Curtis e altri cantanti che vanno oggi per la maggiore.
Hanno ritenuto idonea la voce del giovane, stipulando immediatamente
un contratto in esclusiva per l’incisione di una serie di canzoni
sarde…Per lui ho progetti ben precisi, legati al lancio della
canzone sarda in Continente…questa possibilità esiste,
specie per quanto riguarda il canto gallurese che è il più
musicale e il più accessibile alle grandi masse…
Seguendo questo ragionamento, ho composto quattro canzoni (“Lu
cantu di lu banditu”, “Cantendi in lu riu”, “Adiu
vidda mea” e “Aiò…aiò) che Pino d’Olbia
ha lanciato e che stanno avendo un buon successo. La canzoni sarde sono
già nei juke-box e sono anche molto “gettonate”.
Inoltre la R.A.I le trasmette con regolare frequenza…”.
Nel 1963 Pino d’Olbia svolse con successo il ruolo di “ambasciatore
musicale” della Sardegna, nel corso di una fortunata tournée
negli Stati dove registrò per la televisione americana la canzone
“Welcome to Costa Smeralda”.
Caratterizzato dal linguaggio tipico di quegli anni, questo è
uno dei commenti apparsi un quotidiano nazionale “…La Sardegna
è tutta un pullulare di attività che accrescono l’interesse
ed i motivi di richiamo della stupenda isola. Così anche i canti
sardi sono diventati di viva attualità. Le canzoni popolari sono
l’elemento che esprime nel modo più diretto ed immediato
l’anima di una terra. Tra gli interpreti di questi canti, Pino
d’Olbia, per le sue qualità canore ed interpretative, si
è affermato come uno dei migliori esecutori…”.