11 maggio: disertare
le urne per salvare le nuove province
Le nuove province, già istituite per legge, rischiano
di essere insabbiate dall’imminente referendum. La mobilitazione
dei territori interessati, decisi a salvaguardare il proprio diritto
all’autonomia e all’ autogoverno, è entrata nel vivo
con una serie di iniziative.
Il Consiglio comunale di Olbia, convocato in Piazza Crispi, in seduta
pubblica, ha dato un significato istituzionale alla manifestazione organizzata
per ribadire la necessità di disertare le urne il prossimo 11
maggio. All’assemblea hanno partecipato i Sindaci dell’istituenda
Provincia Olbia-Tempio, i presidenti dei vari Consigli comunali e delle
comunità montane, i consiglieri regionali e provinciali del territorio,
sindacalisti e rappresentanti delle associazioni di categoria. Dalla
riunione è emersa la compattezza e la trasversalità della
linea politica e strategica adottata all’unanimità: non
partecipare al voto per impedire il raggiungimento del quorum, invalidando
così il referendum. Nei numerosi interventi è stato sottolineato
che “la legge relativa alla riorganizzazione delle province sarde
è stata voluta ed approvata dall’intero Consiglio regionale
e da tutte le forze politiche. Ora l’esito dell’iniziativa
referendaria potrebbe danneggiare in modo determinante la nostra comunità,
facendo tabula rasa del percorso legislativo che ha portato all’istituzione
delle nuove province. Da qui l’esigenza di un astensionismo di
massa, inteso come atto politico ragionato e convinto; l’unico,
almeno stando ai calcoli statistici, in grado di far abortire il referendum
e quindi il tentativo di impedire il decollo dei nuovi enti intermedi,
vanificando il lavoro ultradecennale portato avanti dai rappresentanti
del popolo gallurese e delle altre comunità interessate. Particolarmente
contrastata la nascita della nuova provincia Olbia-Tempio e l’ulteriore
crescita socio-economica della Gallura, considerata motore di sviluppo
e quindi oggetto di forti interessi lobbistici, invidie feroci ed anacronistiche
ottusità”. Nella giornata dell’11 maggio un’intensa
opera di informazione e sensibilizzazione sui rischi del referendum
verrà effettuata davanti ai seggi.A prendere la parola, con interventi
tutti molti concisi e mirati, sono stati, nell’ordine: il Presidente
del Consiglio comunale di Olbia Tonino Pizzadili, il Sindaco Settimo
Nizzi, il vice-sindaco di Tempio Angela Masu, i sindaci di Monti (Tore
Murgia), Arzachena (Piero Filigheddu) Berchidda (Angelo Crasta) Padru
(Antonio Satta) Oschiri (Antonio Perinu), i presidenti delle due Comunità
Montane Angelino Pittorru e Piero Giorgioni, i sindacalisti Salvo Manca
e Salvatorico Valleri, i consiglieri regionali Enzo Satta e Gianni Giovannelli.
Nel corso dell’assemblea è stato chiesto a tutti i Sardi
il rispetto di una legge che soddisfa le legittime aspirazioni di autogoverno
delle popolazioni della Gallura, dell’Ogliastra, del Sulcis e
del Medio Campidano. Letto anche il il testo della lettera che verrà
diffusa in modo capillare per sensibilizzare le popolazioni e che, di
seguito, pubblichiamo integralmente.
Per evitare che le NUOVE PROVINCE
siano cancellate
l’ 11 MAGGIO NON ANDARE A VOTARE!
L'istituzione delle nuove Province rappresenta la conclusione
di una lunga battaglia per l'autonomia dei nostri territori. Per questo
motivo consideriamo le nuove Province un traguardo fondamentale e irrinunciabile
sul piano della democrazia e della dignità delle popolazioni.
Forze contrarie, sul piano politico e istituzionale si muovono per contrastare
il nostro progetto. Sono le stesse forze che predicano la devolution
e il federalismo interno, ma ne ostacolano l’attuazione con lo
scopo evidente di accentrare potere, competenze e funzioni. Le nuove
Province determinano, infatti, nuovi equilibri politici, economici e
sociali dando voce e ruolo a territori con forti potenzialità
di sviluppo considerati da sempre marginali rispetto ai poteri decisionali.
Ciascuno di noi è consapevole dei vantaggi che la conquistata
autonomia comporta: essa rappresenta la condizione indispensabile per
decidere il nostro futuro senza delegarlo ad altri, compiendo le scelte
più idonee perché le nostre comunità possano crescere.
Ci opponiamo, pertanto, a chi cerca di ostacolare questo progetto.
Diciamo no al referendum non partecipando al voto per difendere una
legge che affranca le nostre popolazioni e i nostri territori dalla
altrui dipendenza.
Diciamo no al referendum non partecipando al voto perché le nuove
Province, il cui ruolo è decisivo per lo sviluppo dei territorio
non siano cancellate.
Per salvare nuove province
l'11 maggio
NON ANDARE A VOTARE!