| Il Sindaco | La Giunta | Il Consiglio | Le Commissioni | Regolamento | Statuto | INCittà | Home|

   

Alcol: un nemico che si può vincere

Un argomento difficile da trattare, così come è difficile la battaglia da affrontare per combattere e vincere l’alcolismo. Eppure, con grande competenza e sensibilità, il problema è stato sviscerato in tutti i suoi aspetti, nel corso dell’incontro pubblico organizzato dall’Associazione Club Alcolisti in Trattamento “Il Ponte” di Olbia. Nella Sala Convegni della Stazione Marittima si sono ritrovati in tanti: operatori del SERT, servitori e servitrici-insegnanti di Club, rappresentanti delle associazioni di volontariato e, soprattutto, le famiglie e i diretti interessati che hanno portato le loro testimonianze. Al tavolo della presidenza il “nucleo storico” che, dieci anni fa, ha fatto nascere e crescere la rete dei Club sul territorio: il Dott.Salvatore Carai, responsabile del Servizio Tossicodipendenze dell’A.S.L. n°2 , il Dott.Adriano Floris, assistente sociale presso il Sert di Olbia e servitore-insegnante di Club, la sua collega Dott.ssa Antonella Panzitta e la Dott.ssa Maria Maddalena Mannu, medico dell’Equipe Alcologica. Insieme a loro, il presidente dell’A.C.A.T.- Il Ponte Arcangelo Burrai: 3.687 giorni di sobrietà; vita e dignità ritrovati grazie all’inserimento nel Club di cui ora è servitore-insegnante. Nel giugno del ’93 nasceva ad Olbia il primo Club; ora, sul territorio ne sono attivi 10: sette ad Olbia, 1 a Tempio, 1 ad Arzachena e 1 a La Maddalena. Questi club sono frequentati da 120 famiglie che si impegnano a seguire un percorso insieme ai loro cari, testimoniando quotidianamente gli sforzi, eventuali ricadute e i progressi fatti nella dura lotta ingaggiata per sconfiggere l’alcol.

Gli alcolisti in trattamento e i loro familiari, all’interno dei club, sono assistiti dai servitori-insegnanti che sono professionisti del settore o persone con una formazione specifica in questo campo. Possono quindi ricevere vari tipi di supporto: farmacologico, psicologico o di consulenza per un eventuale ricovero. Dal luglio ’95 l’attività dei vari Club ha come punto di riferimento e struttura di supporto l’A.C.A.T. che coordina tutte le iniziative dalla sua sede in Via Vicenza 33, messa a disposizione nel ’97 dall’Assessorato ai Servizi Sociali del Comune. Sempre da quell’anno, è attivo il Centro Ascolto che offre consulenze sia dirette che telefoniche, favorendo l'ingresso delle famiglie nei club: nel 2002 sono arrivate 205 telefonate. Nel corso dell’incontro sono stati forniti alcuni dati : in Sardegna sono attivi 60 Club; su tutto il territorio nazionale se ne contano 2.200; mediamente un Club ogni 26.000 abitanti. L’obiettivo, a livello regionale e locale, è di ampliare ulteriormente questa straordinaria Rete di recupero e reinserimento fondata sull’attiva partecipazione degli alcolisti e delle rispettive famiglie. Grande emozione hanno suscitato le testimonianze di vari membri dei club. Uomini e donne, con dignità e coraggio, hanno raccontato le loro storie segnate dal dominio dell’alcol: un padrone che per anni li ha annullati, relegandoli ai margini della famiglia e della società. I racconti delle vicende personali, intrisi di tanta sofferenza, amarezza e vergogna per le immancabili ricadute, hanno però un lieto fine: quello della dignità, degli affetti familiari, della salute e della vita ritrovata grazie alla solidarietà e alla professionalità dei vari Club. Qui le famiglie si incontrano anche per confrontarsi e discutere sulle proprie esperienze; si è compagni di viaggio in un lungo e difficile cammino, ci si aiuta a vicenda e alla fine si può vincere come hanno dimostrato in tanti; senza alcuna retorica e con una grande voglia di tornare ad essere protagonisti della propria vita.