 |
|
|
Commemorazione
solenne del “Tripoli” a Golfo Aranci
Si è svolta oggi a Golfo
Aranci la solenne commemorazione dell’85° Anniversario dell’affondamento
del “Tripoli”, il Postale silurato nella notte tra il 17 e
il 18 marzo 1918, da un sommergibile tedesco, poco distante da Capo Figari.
In quel tragico evento morirono oltre trecento persone tra civili, equipaggio
e militari; tra questi molti erano della Brigata Sassari, 48 della Marina
Militare, provenienti da vari Comuni della Sardegna. Alcuni vennero decorati
con Medaglia alla Memoria; una scultura in bronzo a ricordo del disastro,
fu scoperta a Cagliari dal Re d’Italia Vittorio Emanuele nel 1924.
Ma, da allora, una coltre di silenzio sembra essere calata, sia a livello
nazionale, sia a livello locale, su quello che a suo tempo fu definito
“il più grande disastro della navigazione commerciale in
Sardegna, ed il più grave e drammatico episodio della Prima Guerra
Mondiale che abbia coinvolto la nostra Isola”. Qualche anno fa grazie
al paziente lavoro di ricostruzione fatto dallo scrittore Enrico Valsecchi,
si sono appresi nuovi particolari su quella notte di tempesta e di morte.
La comunità golfarancina già da tempo desiderava ricordare
degnamente quell’evento, inspiegabilmente “dimenticato”
per molti decenni. Gran parte delle vittime erano militari che tornavano
al fronte dopo aver trascorso la licenza in famiglia. Non sono quindi
morti in guerra ma di guerra sono morti.
Il “Tripoli” assicurava il collegamento tra Golfo Aranci e
Civitavecchia e il servizio era gestito dalle Ferrovie dello Stato; quella
notte di maltempo vi erano imbarcate quasi 500 persone. Il “Postale”
partì da Golfo Aranci intorno alle 20 del 17 marzo 1918, scortato,
fino alle ore 22 dal piroscafo “Principessa Mafalda” che tornò
indietro, cause le avverse condizioni meteomarine. Alle 22,20, poco dopo
l’inversione di rotta del “Principessa Mafalda”, il
“Tripoli” venne silurato da un sommergibile tedesco. Impiegò
quattro ore prima di affondare; quattro ore di terrore e panico per i
passeggeri, drammaticamente intrappolati, vittime di una serie di assurde,
disgraziate coincidenze: la radio in avaria, i ritardi nei soccorsi, la
carenza di mezzi di salvataggio. La commemorazione di Golfo Aranci, prima
quella religiosa nella Chiesa di San Giuseppe, poi quella civile a bordo
di un traghetto, ha ridato piena dignità e onore agli oltre trecento
morti del “Tripoli”.
Alla presenza delle autorità civili e militari e di una rappresentanza
della “Brigata Sassari”, si è svolta la funzione religiosa,
con i canti del Coro di Golfo Aranci. L’appello dei militari sardi
periti nel disastro è stato letto dal Sindaco Sergio Memoli che
ha poi guidato il corteo fino al porto per la seconda parte delle celebrazioni.
Centinaia di persone hanno trovato posto sulla nave Corsica Victoria della
Sardinia Ferries dove Enrico Valsecchi, autore del libro “La Notte
del Tripoli, con l’aiuto di diapositive, ha ricordato i tanti misteri
di quella tragica notte. Grande emozione ha suscitato l’intervento
di Angela Bianco, rappresentante del Comitato Moby Prince 140. Nelle sue
parole, il dolore per la morte del marito perito in quel disastro, e un’accorata
richiesta di verità e giustizia. Anche Poste Italiane, per non
dimenticare il “Tripoli”, oggi ha attivato, sia sul traghetto,
che su un gazebo, davanti al Municipio di Golfo Aranci, un servizio postale
temporaneo con annullo filatelico.

|
|