Annullamento del PDF da parte del
Tar: le contromosse del Comune
La strada maestra e gli altri percorsi per
uscire nel più breve tempo possibile dalla paralisi urbanistica
creata dall’annullamento del PDF ad opera del Tar sono stati indicati
ieri dall’Avv. Angelo Clarizia, docente ordinario di diritto amministrativo,
a una ristretta delegazione di amministratori comunali olbiesi. I risultati
dell’incontro sono stati riferiti oggi alla stampa dal Presidente
del Consiglio comunale Tonino Pizzadili e dall’ Assessore all’Urbanistica
Livio Fideli. Le risposte ottenute sono state giudicate confortanti.
“La prima strada da seguire- ha spiegato il Presidente Pizzadili-
è quella più immediata e riguarda il ricorso al Consiglio
di Stato con richiesta di sospensiva. Questo sarà ufficializzato
in tempi brevissimi (al massimo lunedì prossimo) e si baserà
sulla forte motivazione che la città di Olbia non può
rimanere senza Piano di fabbricazione e, quindi, senza uno strumento
urbanistico che possa consentire il rilascio di autorizzazioni, licenze
e concessioni edilizie.
Le possibilità di accoglimento di un ricorso impostato in questo
modo, secondo la qualificata opinione dell’Avv.Clarizia, sono
molto buone. Confidando in tale ipotesi, il Consiglio di Stato, potrebbe
pronunciarsi e concedere la sospensiva entro il prossimo 20 novembre.
A quel punto, ottenuta la sospensiva e riavviata la “macchina”
urbanistica, il Comune ha circa un anno di tempo per affrontare e risolvere
la questione in modo definitivo. Le possibilità prospettate dai
legali romani sono piuttosto articolate. La prima consiste nel richiedere
al Tribunale amministrativo regionale una revisione della propria sentenza.
Sarebbe, di fatto, una richiesta congiunta presentata dal Comune in
accordo con i privati cittadini che hanno vinto il ricorso al Tar senza
peraltro ottenere ciò che volevano con l’annullamento dell’intero
Piano di fabbricazione. A detta degli stessi ricorrenti, la sentenza
del Tar è infatti andata oltre le loro previsioni, intenzioni
e ragionevoli aspettative. Un’altra strada percorribile, potrebbe
coinvolgere la Regione chiamata ad ammettere e a sanare i propri errori,
commessi nel 1987, quando modificò (“con eccesso di potere”
e quindi arbitrariamente, secondo il Tar) il Piano di fabbricazione
di Olbia, adottato dal Consiglio comunale.
In questo caso la Regione dovrebbe rivedere il Piano, riapprovandolo
“oggi per ieri”, alla luce delle correzioni introdotte dalla
sentenza del Tar. Un’altra opzione, che richiederebbe però
tempi più lunghi e, di conseguenza, una paralisi difficilmente
sostenibile dell’attività urbanistica e, a cascata, dell’intera
economia territoriale, riguarda l’adozione di un nuovo PDF”.
Durante la conferenza stampa odierna è stato dichiarato che possono
essere rilasciate le concessioni edilizie pubblicate entro il 20 ottobre
2003, data in cui la sentenza del Tar è stata comunicata al Comune.
Il Presidente del Consiglio Pizzadili e l’Assessore Fideli hanno
anche ribadito che “né il Sindaco, né la Giunta
erano a conoscenza del fatto che esistessero ricorsi di questo tipo
pendenti al Tar. Ora è in corso, da parte dell’Ufficio
legale una ricognizione di tutte le cause che vedono coinvolto il Comune,
per evitare che possano ripetersi problemi analoghi.”