Poco prima dell’inizio della conferenza stampa congiunta
tenuta dal premier Silvio Berlusconi e dal primo ministro spagnolo Josè
Maria Aznar, presso l’Hotel Abi d’Oru nel Golfo di Marinella,
è stato diffusa una nota scritta con la seguente dichiarazione
del Presidente Silvio Berlusconi.
“Il rispetto per l'impegno della magistratura non può essere
messo in discussione. neppure in presenza di incontestabili comportamenti
faziosi di singoli procuratori. Per intima convinzione, oltre che per
rispetto dei doveri istituzionali connessi alla divisione dei poteri,
mi sono sempre attenuto a questo principio. In questo spirito, la posizione
del Governo è stata espressa nettamente ieri dal ministro Guardasigilli,
on. Castelli, dopo che il sottosegretario on. Bonaiuti aveva già
provveduto a chiarire un evidente malinteso che è stato pretesto
per le consuete strumentalizzazioni. Non esiste perciò, e non
può esistere, una difforme valutazione tra il Capo dello Stato
e il Presidente del Consiglio circa il ruolo del potere legislativo,
dell'esecutivo e dell'ordine giudiziario, ovviamente nell'ambito rispettato
delle sfere di responsabilità indicate dalla Costituzione”.
Esaurito nel comunicato il tema giustizia, la conferenza stampa ha invece
affrontato argomenti di interesse comune e questioni di carettere internazionale
sulle quali Berlusconi e Aznar hanno dichiarato di “condividere
idee e valori”. Dal Primo Ministro spagnolo è arrivato
l’augurio che la conferenza intergovernativa trovi un’intesa
sulla Costituzione Europea durante la Presidenza italiana. Riguardo
al’Iraq, Berlusconi ha detto di “lavorare per superare le
divisioni all’interno dell’Europa. Le discussioni vertevano
sull’opportunità o meno di un intervento armato. L’intervento
armato c’è stato e una dittatura è stata fatta scomparire;
oggi si tratta di avviare un Paese verso la democrazia e quindi credo
che si debbano lasciare al passato tutte le polemiche e tutte le divisioni”.
Sintonia tra i due leader anche sul Medio Oriente; il Presidente del
Consiglio ha annunciato una riunione del “quartetto” entro
la fine di settembre, forse il giorno 22. In quella data i rappresentanti
di Stati Uniti, Russia, Onu e Unione Europea si siederanno intorno allo
stesso tavolo per evitare che il processo di pace sia irrimediabilmente
interrotto e l’Italia darà il buon esempio con un un sostanzioso
aiuto economico.
Il mantenimento della pace, la stabilità degli equilibri e la
legalità internazionale rappresentano obiettivi comuni. Ricordata
da entrambi la collaborazione “già stretta tra Italia e
Spagna in tanti campi, tra cui la lotta alla immigrazione clandestina,
alla criminalità organizzata e al terrorismo”. Identità
di vedute anche sul ruolo dell’Europa che “attraverso una
sua forte presenza nei luoghi di maggiore crisi può contribuire
a far rinascere la speranza di un avvenire diverso”. Presente,
in prima fila, il vice-presidente del Consiglio Gianfranco Fini che
ha assistito alla conferenza stampa. Concluso l’incontro con i
giornalisti Berlusconi, Aznar e Fini si sono recati a Porto Rotondo
per una passeggiata in paese. Questo momento di relax ha avuto, comunque,
una “coda” politica interessante. Infatti sul cellulare
del premier spagnolo è arrivata la telefonata del presidente
francese Jacques Chirac. Dopo un breve colloquio con Aznar, Chirac si
è fatto passare Berlusconi e gli ha confermato - come ha riferito
l'entourage del premier italiano- il sostegno francese per le iniziative
della presidenza italiana del semestre europeo. La settimana scorsa,
anche l’incontro tra Putin e Berlusconi, sempre a Porto Rotondo,
si era concluso con una telefonata, sempre congiunta ma, in quell’occasione,
al presidente americano George W.Bush. In serata Aznar e Berlusconi
sono stati raggiunti alla “Certosa” di Porto Rotondo dal
Primo Ministro francese Jean-Pierre Raffarin. E’ stato un incontro
di lavoro con “ uno scambio di valutazioni sulle riforme istituzionali
dell'Unione Europea in vista della prossima apertura della CIG, e sui
principali temi dell'attualità internazionale, con particolare
riferimento alla situazione irachena e mediorientale”.