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28 agosto 1989 – 28 agosto 2003: per non dimenticare 13 vite distrutte dal fuoco

 

L’incendio come una ferita mai rimarginata: con questo spirito è stata vissuta la commemorazione delle vittime del tragico rogo che il 28 agosto dell’89 portò via 13 vite nelle campagne tra San Pantaleo e Portisco. Alle 18,30 una processione degli automezzi della protezione civile, dell’antincendio e delle associazioni di volontariato che operano per la difesa del territorio, ha deposto le corone di fiori a Milmegghju. Qui, quattordici anni fa, tredici persone rimasero intrappolate tra le fiamme, lungo una stradina sterrata che avevano imboccato per cercare una fuga tanto disperata quanto inutile.
Alle 19,00 è stata celebrata la messa all’aperto nella piazza di San Pantaleo officiata dal parroco Don Alessandro Piga. Alla cerimonia hanno partecipato Antonio Pizzadili, presidente del Consiglio Comunale e Giampiero Scanu, capogruppo dell’opposizione e sindaco di Olbia all’epoca dei fatti.

Significativa la scelta del brano del Vangelo: Vigilate, perché il padrone di casa non sa a che ora arriverà il ladro. Nell’omelia parole forti, testimoni di un dolore ancora vivo, di una ferita sempre aperta. Una paura rivissuta quest’anno, nell’incendio di pochi giorni fa alla Rena Bianca e Razza di Juncu, che per una serie di circostanze favorevoli non ha causato danni alle persone, ma ha dimostrato ancora una volta la vulnerabilità del nostro territorio. A testimoniare la presenza e l’impegno di uomini che combattono ogni giorno contro la minaccia del fuoco è arrivato l’elicottero dell’antincendio che ha volteggiato per qualche minuto sopra la piazza silenziosa.

Dopo la messa Francesca Ricci ha letto una brevissima introduzione all’installazione che ha voluto rappresentare la voce degli artisti contro la follia di chi ci ha regalato “solo cenere”.
L’installazione, ideata e curata da Gianni Polinas con il supporto dell’Associazione Culturale San Pantaleo e il patrocinio dell’Amministrazione Comunale, consiste in un mosaico di elementi scultorei, figurativi, teatrali, che si fondono per pochi minuti di grande intensità.

Il doppio diario dell’assassino incendiario e di chi è scampato al fuoco e vuole “ricucire la ferita” in un libro posto al centro di una gabbia di metallo; fiammiferi spenti che penzolano dagli alberi in una rete di fili ; tredici lanternine cullate dal vento; le parole dell’assassino e il ricordo di Antonia, letti con intensità da Marco Martinini e Valeria Baron; gli artisti vestiti di bianco che appendono ad uno ad uno una striscia di stoffa bruciacchiata ad un lenzuolo sul muro della chiesa, 13 strisce, l’ultima quella di Antonia (interpretata da Giampiera Cucciari), scampata all’incendio, cui toccò il doloroso compito di riconoscere i resti dei suoi sfortunati compagni di sventura. La gente di San Pantaleo e i parenti delle vittime tutti intorno in silenzio, emozionati e partecipi, hanno condiviso ancora una volta ricordi e tanto dolore, ancora vivo.
Sono intervenuti all’installazione Lucia Balzano, Luisa Chessa, Marta Cirotto, Pinuccio Derosas, Fen Fong, Genesio, Francesca Ricci, Gianni Polinas, Nuria Montoya, Pat Steele.