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Nel segno del cuore: Donatella Ceria Pirina espone ad Olbia

 

Grande successo sta riscuotendo in questi giorni la mostra “Nel segno del cuore” allestita nello spazio espositivo di via Acquedotto Romano n. 5. Le opere realizzate da Donatella Ceria Pirina hanno come filo conduttore “il cuore” visto e raffigurato come metafora della vita in tutte le sue espressioni: di gioia, dolore, rabbia, mortificazione, speranza, sconfitta e rinascita. Artista originaria del Piemonte, vive e lavora ad Olbia da molti anni. Dotata di una creatività originale ed eclettica, ha sempre spaziato dai lavori polimaterici, alle elaborazioni in cartapesta e in terracotta, dalla pittura al design.

L'esposizione “Nel segno del cuore” rivela la sua grande sensibilità di donna intelligente ed ironica, mai banale e molto attenta a “leggere” le sfumature delle passioni che, in positivo e in negativo, turbano anime e menti, partendo proprio dallo sconvolgimento del cuore. In un anno di lavoro, ha creato per la mostra di Olbia, venticinque quadri, una serie di opere non incorniciate fatte di stoffa e metallo e un'installazione di cuori di cartapesta. Per i suoi lavori ha usato materiali poveri e inconsueti come la carta, la corda, la plastica, i tessuti e le puntine. Nel catalogo dell'esposizione, si possono leggere le significative recensioni curate da Maria Elvira Ciusa, Gian Carlo Nivoli, Monica Solinas e Mariella Debernardi. Da critici d'arte e “addetti ai lavori” esprimono giudizi qualificati e lusinghieri sulle opere della Ceria che “nei modi di una raffinata neo pop-art, elabora cuori di spose, di mariti, di manager, cuori patriottici e innamorati…..per raccontare tutti insieme le pieghe inesplorate del vivere…”(Ciusa). Per Nivoli “i cuori con le forme, i colori, i materiali, le sfumature delle ombre, sembrano parlare direttamente alle nostre emozioni che si concatenano l'una con l'altra, si riallacciano numerose, le une alle altre, e da una sorgente quali sono gli oggetti d'arte di Donatella, paiono trasformarsi in un grande fiume, dove incominciano a navigare nelle acque della nostra vita passata e di tutti i sentimenti che ci suscita. Per Monica Solinas “…la sua ironia spezza la tensione emotiva, scavalca necessità e paure, trapassa le certezze assolute o assolutistiche, ne libera il gioco della vita…”. Debernardi elogia “…un mondo fantastico, di scoperte, di sensazioni, di fantasia, di amore per le cose, anche le più umili, che nelle mani dell'artista piemontese, diventano opere d'arte”.

I visitatori della mostra che resterà allestita fino al prossimo 31 dicembre, riflettono davanti ai collages polimaterici dedicati ai Cuori di Beslan; si interrogano sui Legami del Cuore; si emozionano per i Cuori della sposa e dello sposo vestiti a festa e per i Cuori derisi, pungenti, scocciati, pulsanti e o patriottici. Perché, come giustamente scrive Monica Solinas “Donatella Ceria scava nell'apparenza e frantuma il facile sentimentalismo per sondare la verità con la leggerezza di chi, in punta di piedi, osa nel profondo e ironico- e un po' onirico- territorio del cuore.