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L'ambiente in primo piano: incontri al vertice in Costa Smeralda e ad Olbia

Giornata di incontri per i vertici nazionali (Ermete Realacci), regionali (Vincenzo Tiana) e galluresi (Martino Luciano) di Legambiente. In mattinata i tre rappresentanti dell'associazione ambientalista hanno incontrato a Porto Cervo l'avv. Renzo Persico, presidente del Consorzio Costa Smeralda. Il confronto sui piani di sviluppo del territorio è stato definito “molto positivo” dai partecipanti alla riunione, successivamente aperta ai giornalisti. A questa seconda fase dei lavori hanno partecipato anche Pietrina Murrighile (vice presidente della Commissione urbanistica del Comune di Olbia) e il consigliere comunale Tonina Zenia. Ermete Realacci, presidente onorario di Legambiente, ha espresso soddisfazione “avendo constatato un'intesa sui criteri di base”.

Ribadita da entrambe le parti “la convinzione che il vecchio progetto del Master Plan non corrisponda più alla nuova idea di sviluppo che ha come priorità il rispetto delle regole, la salvaguardia ambientale, il recupero del patrimonio esistente e la valorizzazione dell'identità culturale”. Le dichiarazioni dell'avv.Persico lasciano intravedere un nuovo scenario per il futuro della Costa Smeralda, in completa sintonia con i “suggerimenti, i consigli e le intelligenti indicazioni di Legambiente”. Totalmente recepite le proposte che individuano cinque zone di altissimo pregio ambientale, degne quindi della massima tutela. “Si tratta-ha dichiarato Persico- di monumenti botanici e faunistici che meritano di essere consacrati all'ambiente ed inseriti in un Parco, polo di attrazione per la sua unicità paesaggistica”. Le zone da vincolare sono quelle di Monte Zoppo, Monte Moro, Pitrizza, Liscia Ruja e Razza di Juncu. Su questo punto, l'accordo del Consozio Costa Smeralda e di Legambiente è totale. Perfetta sintonia anche sull'esigenza di estendere la stagione turistica puntando “sulla cultura, il patrimonio archeologico, la valorizzazione delle tradizioni popolari, l'artigianato, i percorsi eno-gastronomici e gli eventi sportivi”.

Secondo l'avv. Persico, anche l'esistente può e deve essere migliorato: a cominciare dall'approdo di Porto Cervo, oggi carente di aree verdi. Altri interventi di riqualificazione potrebbero riguardare il paese di San Pantaleo, luogo ideale per ospitare un “borgo degli artigiani”. Legambiente e Consorzio Costa Smeralda, oggi, esprimono la stessa opinione: “Se la Sardegna vuol essere forte e seduttiva deve mantenere le caratteristiche che la rendono unica”. Su queste basi, stando alle dichiarazioni dell'avv.Persico, stanno lavorando i progettisti di Tom Barrack, impegnati a redigere il nuovo piano di sviluppo della Costa Smeralda. I rappresentanti di Legambiente, hanno ribadito la necessità di definire in tempi brevissimi i Piani Urbanistici Comunali di Arzachena e Olbia. Hanno quindi proposto all'attenzione del Consorzio Costa Smeralda, un intervento generale di riqualificazione del territorio che prevede l'assoluto rispetto della fascia dei 300 metri; la massima tutela delle aree già citate; la gestione attiva e il recupero delle risorse ambientali e naturalistiche; la riqualificazione del patrimonio immobiliare esistente.

Da parte del Consorzio, è stata anche presentato il programma d'intervento per la bonifica e il ripristino ambientale delle aree di Portisco, devastate dagli incendi. Nel pomeriggio i vertici di Leganbiente hanno incontrato il Sindaco Settimo Nizzi, nel Municipio di Olbia. Ermete Realacci e Vincenzo Tiana hanno ribadito la loro contrarietà al progetto di Costa Turchese, definito “ormai vecchio e superato, in forte contraddizione con le nuove idee di valorizzazione dell'ambiente”. Il Sindaco Nizzi, pur difendendo il piano di sviluppo di Costa Turchese, ricordando la sua approvazione ad opera delle varie amministrazioni che si sono succedute, ha confermato la volontà di “ridurre drasticamente, fino al 50%, le volumetrie”. Ha poi aggiunto che “solo in presenza dei progetti esecutivi, potrà essere verificata la fattibilità di Costa Turchese”. Pieno accordo invece sulla centralità delle tematiche ambientali e la qualità degli investimenti. Legambiente pone in primissimo piano la riqualificazione del centro urbano di Olbia e dei waterfront con il risanamento della fascia costiera. Una scommessa che si può vincere, dando nuova linfa allo sviluppo economico e sociale, senza sacrificare il territorio.