Esperti a confronto in un Convegno Nazionale sulle biotossine algali
Si è tenuto oggi all'Expò un importante Convegno Nazionale intitolato “Biotossine algali e molluschi bivalvi vivi: rischio sanitario e gestione delle emergenze”. I migliori esperti del settore si sono confrontati su un argomento di grande attualità scientifica alla presenza di 180 operatori della Sanità Pubblica Veterinaria e Medica. L'incontro è stato organizzato dall'Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sardegna in collaborazione con il Consorzio Gestione A.M.P. di Tavolara-Punta Coda Cavallo e il Comune di Olbia. Il Sindaco Settimo Nizzi, nel suo intervento, ha ribadito l'esigenza di aprire ad Olbia una sede staccata dell'Istituto Zooprofilattico, alla luce delle recenti emergenze causate, nel 2002 e nel 2003, dalle tossine algali del tipo paralizzante riscontrate in campioni di mitili prodotti localmente.
Negli ultimi anni, in tutta la Sardegna è aumentata l'attenzione e la consapevolezza delle Autorità sanitarie e ambientali, sui danni che le tossine sviluppate da alghe microscopiche, possono provocare alla salute umana, agli ecosistemi marini e alla mitilicoltura. Nell'Isola, sono state trovate tossine algali a partire dal 2002 sia in molluschi bivalvi di importazione (tossine del tipo diarroico), sia in quelli allevati in centri come Cagliari, S.Gilla e Olbia. La prevenzione e la gestione delle emergenze necessitano di un confronto produttivo e costante tra veterinari, medici, chimici, biologi e tecnici. Roberto Poletti, Direttore del Centro Ricerche Marine di Cesenatico ed esperto di livello internazionale, nel suo intervento ha espresso apprezzamento “per la tempestività e l'efficacia con le quali sono stati affrontati e risolti i fenomeni riscontrati ad Olbia. Ad oggi la gestione delle emergenze è più semplice della loro comprensione; per questo è indispensabile puntare sui controlli e sull'immediato blocco sanitario della produzione in caso di analisi positive”.
Il Sindaco Nizzi ha sottolineato l'importanza della salvaguardia ambientale e della sicurezza dei prodotti alimentari. “A suo tempo, la presenza di biotossine algali tossiche in alcuni campioni di cozze prodotte ad Olbia, ha costituito un notevole danno economico e d'immagine per una risorsa tipica del territorio e molto apprezzata anche sul mercato nazionale. Questa evidenza, accertata da una serie di analisi, aveva determinato il divieto di raccolta e commercializzazione delle cozze prodotte nel nostro Golfo. Ma, nei tempi stabiliti dalla normativa, si è riusciti a rimettere in piedi il sistema e la filiera di produzione dei mitili. Si è trattato quindi di un blocco temporaneo come spesso accade in altre località straniere ed italiane. Grazie al know-how del Dott.Navone, biologo consulente del Comune, è stata subito attivata una rete di esperti che hanno contribuito ad una migliore conoscenza del fenomeno, soggetto a ripetersi.
Bisogna infatti imparare a fronteggiare, attraverso la prevenzione e i controlli, una situazione con la quale si può convivere. Da uno stato di allarmismo si è passati alla consapevolezza che la continuità dei monitoraggi può essere una carta vincente. Le istituzioni devono essere sempre pronte al verificarsi di simili emergenze ormai riscontrate in tutto il mondo”. Indispensabile anche un'azione di coordinamento fra tutti gli operatori delle aree colpite dal fenomeno. Delle circa 5000 specie algali identificate, circa 75 producono tossine. Quelle più pericolose sono le PSP (paralytic shellfish poisoning); ogni anno nel mondo si verificano oltre duemila casi di intossicazione dovuti a questo particolare tipo di tossina. Attualmente il problema delle alghe tossiche marine desta notevole preoccupazione sia per l'aumentare del numero delle specie riconosciute come dannose, sia per la loro progressiva diffusione in nuove aree geografiche prima indenni.