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Politiche ambientali e territoriali in un convegno organizzato dal “Deffenu”

Una giornata di studio, riflessione e dibattito intitolata “Gallura: contesto regionale e pianificazione del territorio”, è stata organizzata dall'Istituto Tecnico “Deffenu”. Docenti universitari, carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico ed esperti dei vari settori, hanno affrontato una serie di argomenti, rispondendo alle domande degli studenti. Il convegno, articolato in due parti, è iniziato con gli interventi di due carabinieri del N.O.E. , recentemente costituito a livello provinciale. Il suo ruolo è finalizzato alla prevenzione, controllo e repressione dei reati ambientali. I carabinieri del N.O.E. si attivano per contrastare gli abusi edilizi ma anche l' inquinamento del suolo, del sottosuolo e delle acque. Oltre ai dati sul lavoro svolto (ancora poco significativi, vista la recentissima attivazione del N.O.E provinciale) hanno reso noto il numero verde 800253608 per chi volesse contattarli. Diffuso anche l'indirizzo e-mail noecacdo@carabinieri.it .

Il nuovo corpo, costituito da otto carabinieri specializzati, si avvale di mezzi e strumenti tecnologicamente all'avanguardia per l'individuazione, praticamente “in diretta” di reati ambientali commessi sia a terra che a mare. Il N.O.E., generalmente, collabora con le altre forze dell'ordine, la Guardia Forestale, il presidio multizonale dell'Asl, Enti Locali e Regione. Gli studenti hanno posto diverse domande, incentrate soprattutto sulla base di La Maddalena, il suo presunto ampliamento (categoricamente smentito dal N.O.E.) e l'evidente incompatibilità tra Parco Nazionale e sommergibili atomici. Del turismo culturale in Sardegna e delle prospettive per la Gallura, ha parlato il Prof. Sistu, docente dell'Università di Cagliari, mentre il suo collega Prof. Salis ha presentato una relazione sull'uso del territorio e il dissesto idrogeologico in Gallura. Interessante anche l'intervento del Dott.Cherchi, geologo della Progemisa, sulle attività estrattive della Gallura e il loro impatto sull'ambiente. Il comparto, negli ultimi tre anni, ha accusato un calo pesantissimo nelle esportazioni: il 65%. Ma, ancora oggi rappresenta una realtà di cui tenere conto, con 1.192 imprese, 9.000 addetti e il 9% dell'export regionale. Particolarmente apprezzati il granito della Gallura e del Goceano, purtroppo sempre più insidiati dal “clone” cinese, e il marmo di Orosei.

Fino a qualche anno fa il settore lapideo gallurese era secondo solo a quello spagnolo; ora è indispensabile varare nuove strategie di marketing per superare un momento difficile. Auspicata la creazione di un marchio di qualità del prodotto che esalti e diffonda la specificità del granito sardo. Quanto agli scempi ambientali provocati dalle cave, si possono spiegare (ma non giustificare) con il loro proliferare prima che la Regione si dotasse di una legge in materia. Affrontato poi il tema dell'area marina protetta Tavolara-Capo Coda Cavallo, dal Direttore Generale Augusto Navone. La scarsità di strumenti, rende difficile la gestione operativa che richiederebbe maggiore autonomia giuridica e finanziaria. L'obiettivo è arrivare ad una pari dignità con i Parchi Nazionali; nell'attesa, il Direttore Navone lavora all'elaborazione di un piano di gestione; all'ottenimento della certificazione ambientale; ad un progetto di ricerca per il monitoraggio sulla Taxifolia, redatto in base a una Carta di Rischio, e a varie campagne di educazione ambientale studiate per le scuole elementari, medie e superiori. L'ingegner Filigheddu del Cines ha chiarito alcuni aspetti della gestione integrata dei rifiuti all'interno del bacino di Olbia. Decisamente meno tecnica e più “poetica” la relazione di A.Quliquini del WWF Gallura che ha auspicato il gran ritorno della civiltà degli stazzi, come modello di economia autosufficiente e rispettosa degli equilibri ambientali del territorio.