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Dionigi Panedda ricordato come uomo di cultura e di fede

Nei giorni scorsi si è svolta la terza giornata di studi organizzata dall'Associazione “Dionigi Panedda ”, con l'obiettivo di ricordare lo storico olbiese , uomo di grande fede oltre che di straordinaria cultura. Nelle relazioni presentate nell'aula magna del liceo Gramsci è stato tracciato il ritratto del Panedda cristiano e l'ambiente nel quale maturò la sua vocazione. Don Pietrino Ruiu ha sintetizzato la storia familiare del ragazzo arrivato a Terranova nel 1920, figlio di poveri ma onesti lavoratori di Bitti ; ha quindi spiegato perché Don Dionigi, ordinato prete nel 1944, dopo dieci anni di ministero, spinto da una grandissima passione per la ricerca archeologica chiese la sospensione, pur restando sempre un ottimo cristiano.

Ricostruito anche l'ambiente nel quale visse il giovane Panedda che trovò sempre sostegno e conforto in Mons.Cimino, figura centrale della Chiesa e della comunità olbiese in quegli anni. Molto interessante l'intervento di padre Pietro Pigozzi , supportato dalla documentazione inedita di padre Manzella sulla presenza dei Vincenziani ad Olbia nei primi decenni del Novecento, quando gli abitanti erano appena 4.000 . Padre Manzella fu molto colpito “dall'ignoranza della gente e dalla mancanza di rispetto verso i preti e la casa di Dio”. In questo scenario anticlericale dovettero darsi molto da fare i vincenziani e le dame di carità impegnate ad alleviare i bisogni di tante famiglie esasperate dalla miseria e dalle malattie. Più personale è stato l'intervento dell'avvocato Lello Monaco, amico di Dionigi Panedda . Dopo aver ricordato il valore e la passione dello studioso ha sottolineato la sua esistenza irreprensibile, condotta da perfetto cristiano anche dopo aver lasciato l'abito talare.

Parole di stima e gratitudine sono arrivate dal Vescovo Mons.Paolo Atzei “ per il contributo del Panedda , uomo di grande personalità, cultura e fede”. Nel pomeriggio, la prof. Rossana Martorelli ha ricostruito uno spaccato di Olbia in età tardoantica e medievale attraverso lo studio delle tipologie di sepoltura. Padre Leonardo Pisanu ha raccontato la nascita del francescanesimo in Sardegna definendo la Gallura “la culla di quest' Ordine”. Il Prof. Piergiorgio Spanu ha invece tracciato un affresco di Olbia e della Gallura tra la tarda antichità e il medioevo, “leggibile” attraverso i numerosi reperti archeologici recuperati nel corso degli anni. L'ultima, lunga dissertazione è stata letta dal padre gesuita Raimondo Turtas sulla situazione di Olbia ai tempi del Giu dicato di Gallura, curatorie e centri abitati. Da lui è stata anche confermata la validità del metodo storico applicato dal Panedda . Grazie alla collaborazione dell'Istituto Euromediterraneo , rappresentato da Don Gianfranco Saba , tutti gli interventi letti nel corso della Giornata, verranno raccolti e pubblicati come atti del Convegno.