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Inaugurato dal Ministro Pisanu il Museo Archeologico

 

L'inaugurazione del Museo Archeologico di Olbia, alla presenza del Ministro Pisanu, oltre ad essere caratterizzata dalla grande partecipazione di autorità civili, militari e religiose, rappresentanti delle istituzioni e semplici cittadini, ha riservato momenti di autentica emozione. Quella più forte è stata per l'esposizione, assolutamente straordinaria, della Testa di Ercole, recuperata una quindicina di anni fa durante i lavori di escavo del porto di Olbia. Il reperto, attualmente in mostra all'Antiquarium Arborense di Oristano, è ritornato nella “sua” città per questa occasione così speciale e carica di significato.

Dopo il rituale taglio del nastro effettuato dal Ministro Pisanu e dal Sindaco Nizzi, il Vescovo Don Paolo Atzei ha impartito la benedizione, ricordando che “nei musei archeologici è custodita la storia dell'uomo, creato ad immagine e somiglianza di Dio”. E' quindi iniziata la visita dell'edificio che comprende le sale espositive e una serie di spazi polifunzionali, già perfettamente attrezzati per quanto riguarda l'impiantistica. L'archeologo Rubens d'Oriano, coadiuvato dal suo staff , ha allestito un “percorso” fotografico che ha fatto rivivere le varie tappe delle eccezionali scoperte fatte durante gli scavi per la realizzazione del tunnel.

Le immagini dei relitti delle antiche navi romane affondate dai Vandali e quelle degli straordinari oggetti restituiti dal fango sono state spiegate al pubblico incuriosito ed attento. Ma l'anticipazione più clamorosa dei futuri tesori che avranno come sede naturale ed istituzionale il Museo Archeologico di Olbia, ha letteralmente incantato il pubblico. Rubens d'Oriano, in modo sintetico ed efficace, ha presentato la magnifica testa in terracotta risalente al II sec. a.C, raffigurante Ercole alla sua prima fatica, con indosso la pelle del leone sconfitto. Si tratta di una copia romana di ottima fattura dall'originale greco in bronzo.

La testa era quasi certamente quella di una statua posta nel santuario principale della città, dedicato ad Ercole. E, proprio il fatto che il culto dominante fosse quello di Ercole, significa che Greci, Fenici e Cartaginesi attribuivano ad Olbia “un ruolo di avamposto verso mondi sconosciuti”. D'Oriano ha confermato la presenza dei Greci ad Olbia nell'ottavo secolo a.C; “il che la fa entrare, di diritto nel club delle città più antiche di tutto il Mediterraneo occidentale”. Da 2.800 anni Olbia è la porta della Sardegna nord-orientale; lo specchio della sua storia sarà il Museo inaugurato oggi. Il Sindaco Nizzi, nel discorso tenuto nello spettacolare auditorium, ha ricordato le lunghe e travagliate vicende che hanno segnato la costruzione del Museo. Sottolineato anche l'impegno degli amministratori precedenti nel sollecitare i finanziamenti statali e, in particolare, “il viaggio a Roma, compiuto a suo tempo dall' allora primo cittadino di Olbia Giampiero Scanu, da Giulio Careddu e da Antonio Satta”.

Ha poi concluso rivolgendo un ringraziamento particolare a tutte le maestranze impegnate nella costruzione del Museo “nuovo luogo -simbolo della città di Olbia”. L'idea fondante del progetto è stata illustrata dal prof. Vanni Maciocco che ha evidenziato il “processo progressivo di accoglienza della cittadinanza olbiese nei confronti della sua opera, attraverso la quale si è voluto esprimere il rapporto strettissimo che Olbia ha sempre avuto con il suo Golfo”. I cicli della storia si ripetono; oggi Olbia è tornata ad essere una città di scambi, confronti , fermenti di idee e rapporti tra genti diverse. Il Ministro Pisanu, ha auspicato, in tempi rapidi, l'intervento finanziario della Regione, visto che “lo Stato ha già fatto la sua parte, per poter procedere all'arredamento del Museo e alla copertura del patio dove saranno sistemati cinque relitti scelti tra gli oltre venti rinvenuti nelle trincee di scavo del tunnel”. Il Museo di Olbia, secondo il Ministro Pisanu deve rispecchiare questa identità ritrovata, diventando “un luogo di promozione culturale perché uno sviluppo così impetuoso, come quello che ha caratterizzato questa città, deve essere governato ed orientato, individuando gli obiettivi di sviluppo economico e civile mai disgiunti da quelli culturali. Solo così la crescita di un territorio può affrancarsi da interessi meramente speculativi e da intelligenze totalmente estranee al tessuto sociale”.