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“Pagina Nuova” di Polinas in mostra al Masedu di Sassari

 

Un'opera dell'artista olbiese Gianni Polinas è in mostra al MASEDU, Museo d'Arte Moderna e Contemporanea di Sassari , dove resterà allestita sino al prossimo 26 ottobre la collettiva “Industriale Arte in Fabbrica”. Il percorso si snoda attraverso interpretazioni diverse di una realtà incentrata sull'Endesa di Fiume Santo ma, più in generale, ad ispirare i quattordici artisti, tra i più rappresentativi nel campo della fotografia e della videoarte, sono i temi legati alla civiltà industrializzata. Gianni Polinas, affronta in modo critico e realistico la piaga degli incendi. La sua installazione interpreta una natura vittima di violenze ed aggressioni. Ruota intorno ad un libro rivestito di panno bianco, tela bruciata e ricucita, circondato da una ragnatela di fili di cotone e fiammiferi spenti che evocano una trappola; distesi sul pavimento ci sono sacchetti di plastica contenenti cenere che riportano in modo ordinato e sequenziale i nomi di piante e di arbusti della macchia mediterranea.

Con questo articolato assemblaggio, l'artista gallurese ha voluto ricordare l'incendio avvenuto il 28 agosto 1989 nelle campagne di San Pantaleo , un rogo devastante che seguiva di poco, quello altrettanto tragico avvenuto nelle campagne di Tempio Pausania. L'installazione di Polinas, rimanda alle forze brutali che si scatenano nella natura e nella mente umana travolgendo i confini, pur sottili, tra vita e morte, tra energia vitale e violenza distruttrice, tra progresso e involuzione. E' una drammatica sequenza che si ripete ogni anno e che, inesorabilmente, condiziona la vita della gente della Gallura. “Pagina Nuova” è il modo scelto da Gianni Polinas, artista intelligente e sensibile, per ricordare questa interminabile follia.

L'esposizione, patrocinata dalla Provincia, dal Comune di Sassari e dalla Regione, è stata interamente finanziata da ENDESA ITALIA che ha fortemente voluto questo evento, superando non poche difficoltà. La mostra, curata da Angela Sanna e Andrea Zanella, è stata inaugurata dall'attrice Nerina Nieddu che ha dato vita ad una breve ma intensa performance teatrale. Il monologo, intitolato “Il custode delle opere”, è un pezzo inedito scritto per l'occasione da Genesio Pistidda. Poche parole che sintetizzano il concetto di Industriale “ …gli artisti credono d'essere liberi ma sono essi stessi prigionieri del Meccanismo ..fare, fare, fare, fare…….”Ogni artista, infatti, è parte dell'ingranaggio di un'industria , inserito in un contesto più grande e più forte di lui, in lotta perpetua per affermare la sua unicità. La mostra, oltre che per l'originalità delle singole opere, è valorizzata da un allestimento suggestivo ed efficace, realizzato dalla Genesi Gallery di Sassari. Gli artisti Francesco Casu, Greta Frau, il duo Y Liver, Teodosio Magnoni, Salvatore Manca, Pastorello, Enrico Puggioni e Tarshito propongono le loro riflessioni sugli aspetti positivi o negativi della civiltà contemporanea legati a un'estetica industriale o post-industriale. Marco Ceraglia, Genesio Pistidda, Walter Puppo, Giulia Sale e Romeo Tomagra entrano invece nella realtà dell'Endesa con l'obiettivo specifico di utilizzarla come soggetto e materia delle loro opere.