Nuovo passo avanti verso il Piano Regolatore Portuale: seconda riunione in Aula Consiliare
Nuova riunione, a distanza di tre mesi dalla prima, per acquisire ulteriori pareri e suggerimenti finalizzati alla redazione del “Piano Regolatore Portuale in unico sistema di Olbia e Golfo Aranci”. All'affollato incontro hanno partecipato i rappresentanti di tutti gli Enti interessati, associazioni di categoria, sindacati e operatori del settore. I lavori sono stati coordinati dal Commissario della Port Authority Felice D'Aniello che ha definito quella odierna “la seconda fase per fare il punto di revisione prima di passare alla progettazione vera e propria”. La parola è quindi passata all'Ing. Antonio Tramontin, il consulente incaricato di redigere l'importante strumento. Da lui definito “un piano strutturale concepito per garantire la funzionalità, la sicurezza, l'operatività del porto e la sua interazione con il tessuto urbano retrostante”.
La relazione tecnica ha analizzato la cosiddetta “opzione zero”; ovvero come potrebbe evolversi da qui al 2020 la situazione attuale in mancanza di interventi efficaci e sostanziali. Prevedibile la risposta: rischio di inquinamento ambientale in specchi d'acqua sensibili; congestione totale dell'Isola Bianca e collasso della viabilità sia interna al porto che esterna, considerato il continuo incremento dei traffici di mare e di terra. Altro punto di criticità è la sovrapposizione del traffico industriale. Tutti i dati sono stati attentamente studiati, alla luce del loro impatto sull'ambiente, insieme ad altri comparti, quali la pesca, la cantieristica e la nautica da diporto. L'indagine sui punti di forza e di debolezza ha trovato un elemento-cardine nella riqualificazione del waterfront, indispensabile per l'immagine turistica della città. Il valore aggiunto, nel caso specifico del golfo interno di Olbia, uno dei più bei fiordi del Mediterraneo, è quello dell'interesse storico-culturale. Grazie al ritrovamento delle antiche navi romane e alla realizzazione del Museo Archeologico, il porto antico a ridosso del centro storico può davvero rappresentare una carta vincente. Luci e ombre del piano strutturale, che tiene conto dello stato di fatto, sono state illustrate con grafici, simulazioni ed eventuali soluzioni tecniche. L'Ing. Tramontin ha ricordato, tra le altre cose, che ad Olbia, i cantieri nautici occupano 550 addetti. Altra valutazione positiva: è in costante aumento il numero dei grandi yacht che restano in rimessaggio invernale nel nostro territorio, senza venire trasferiti, come succedeva sino a pochi anni fa, nella riviera ligure o in Costa Azzurra. Ottime prospettive anche per il porto turistico che dovrebbe abbracciare lo specchio di mare che va da via Redipuglia, al molo Bosazza e Brin fino ad includere il porto Romano dell'Idroscalo.
Il turismo nautico riceverebbe sicuramente grande impulso da questo percorso carico di storia e suggestioni paesaggistiche, reso ancora più attrattivo dalla riqualificazione completa del waterfront. Il piano regolatore del porto apre quindi scenari nuovi seppure strettamente legati alla storia più antica e gloriosa di Olbia. I tecnici stanno lavorando su tre tipi di interventi connessi tra loro: portualità, servizi urbani e turistici, compresi i risvolti, ambientali e ricreativi. Il traffico merci graviterà sul porto Cocciani della zona industriale, proprio per consentire il decollo in chiave turistica internazionale del waterfront cittadino e degli antichi approdi olbiesi. In questa ottica è indispensabile integrare i servizi turistici nei tessuti urbani consolidati; rivitalizzare il commercio nel centro storico; aumentare l'offerta di strutture ricettive, locali pubblici e piccoli negozi. La riqualificazione del Porto Romano includerebbe l'offerta di servizi ricreativi e sportivi, magari collegati a quelli già presenti nel parco “Fausto Noce”. L'attenzione del Piano investe anche lo stagno di Poltu Quadu per una sua valorizzazione in chiave turistico-ambientale.
Nell'elaborazione del Piano è stata considerata, quale punto di forza, la straordinaria localizzazione geografica e paesaggista del Golfo interno di Olbia, sempre più considerato “un prezioso oggetto di desiderio”. A testimoniarlo ci sarebbe la forte domanda di investitori privati sia italiani che stranieri. L'amministrazione comunale e la popolazione residente hanno già espresso la ferma volontà di valorizzare al massimo il legame fra terra e mare, centro storico e porto. Entro dieci giorni, i vertici delle Ferrovie dello Stato dovrebbero chiarire quali sono i loro progetti relativamente alle aree oggetto del Piano. Il Sindaco Settimo Nizzi, nel suo intervento, ha ribadito l'importanza della portualità commerciale e del traffico passeggeri che hanno garantito numeri da primato nazionale ad Olbia. Ma “ parallelamente vogliamo implementare quella turistica salvaguardando le attività storiche che gravitano nel nostro Golfo, ovvero la mitilicoltura e la pesca. Indispensabile è ristabilire la diretta continuità tra la città e il suo mare, con la riqualificazione del waterfront. Olbia sta diventando, a tutti gli effetti, una città turistica e di servizi e vogliamo continuare in questa direzione. Il piano regolatore deve essere realizzato in tempi brevi, abbiamo un'ottima intesa con l'Autorità Portuale e stiamo procedendo di comune accordo.”