“Io donna sarda” per un otto marzo diverso
“Io donna sarda” è il titolo dello spettacolo multimediale andato in scena al Cinema –Teatro Olbia per celebrare un otto marzo nel segno della tradizione e della memoria. Maria Grazia Defilippi, direttore artistico della manifestazione, si è avvalsa della collaborazione dell'associazione culturale Falò, protagonista anche della parte musicale con l'omonimo gruppo capitanato da Giovanni Carboni. Da segnalare anche il contributo organizzativo di R & G Music di Renato Piccinnu e il patrocinio dell'Assessorato comunale alla Cultura. Rivolto gli studenti delle scuole superiori, lo spettacolo si è snodato lungo un percorso di suoni, parole ed immagini, tutte eloquenti e significative per rappresentare la peculiarità della “donna sarda” nelle piccole storie di ogni giorno; nella preparazione del cibo, nell'amministrazione della casa e nei preparativi per le feste. Donna massaia e matriarca, donna-sacerdotessa e persino donna dispensatrice di morte come nel caso della “femmina aggabadora”.
Le suggestive immagini, proiettate su un maxi-schermo sono state commentate da Franco Ruju in una ricostruzione avvincente e ricca di spunti interessanti. Tradizioni popolari, rituali antichi e saperi tramandati da generazioni sono stati “assemblati” in un racconto vivido ed efficace. “Madrina” della manifestazione, seduta in prima fila, la nonnina-ricamatrice di Olbia. Raimonda Corda in Cannas, 98 anni e ancora attivissima. Le sue mani continuano a creare quei piccoli capolavori ricercati ed apprezzati da tutte le famiglie olbiesi. Il presidente del Consiglio comunale Tonino Pizzadili le ha consegnato un mazzo di fiori al termine di un breve discorso dove non è mancato il commosso ricordo di Nicola Calipari che ha sacrificato la sua vita per salvare quella di una donna: la giornalista Giulia Sgrena. Altro momento, carico di emozione, è stato quello dedicato alla memoria di Miria Furlanetto: una delle 14 donne sequestrate in Sardegna.
La drammatica esperienza della moglie del notaio Gianfranco Giuliani rivive nel libro "Improvvisamente dentro un sequestro annunciato", scritto a quattro mani dopo il rilascio, e pubblicato solo dopo la morte di Miria Furlanetto, avvenuta a Cuba, due anni fa. Alcuni brani del testo, rivisitati in chiave teatrale, hanno messo in luce aspetti inediti della prigionia vissuta e raccontata dalla “voce” (Serena Caocci) dell'ostaggio con l'ausilio della giornalista-intervistatrice Caterina De Roberto. Coinvolgente anche la performance del gruppo “I Falò” che hanno proposto il loro repertorio di musica popolare, arrangiando in chiave moderna i brani della tradizione folcloristica sarda.