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Si è ripetuto il suggestivo rito de “S'Iscravamentu” nella Chiesa di San Paolo
Con il rito de “S'Iscravamentu”, che si è ripetuto, secondo la tradizione, nella Chiesa di S. Paolo, la comunità olbiese ha vissuto un Venerdì Santo intenso di pathos e fede cristiana. Il rituale, caratterizzato da una gestualità solenne e pietosa, ha rievocato la scena della deposizione del Cristo dalla Croce, riproponendo una sacra e antica rappresentazione. Protagonisti, come sempre, gli uomini della Confraternita di Santa Croce, un gruppo formato da una quarantina di olbiesi, tutti laici, in camice bianco, simbolo di purezza d'animo. Deposto il Cristo dalla croce e adagiato sul catafalco, la scena si è spostata all'esterno della chiesa con la processione che ha accompagnato il Cristo morto e la Madonna addolorata attraverso le vie del centro storico, preceduta e seguita dalla gente in preghiera e con le fiaccole. Il suggestivo corteo in preghiera ha fatto poi rientro nella chiesa di San Paolo, dove ha sostato per la venerazione dell'immagine del Cristo morto.
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