Riordino dei plessi scolastici comunali: il Sindaco Settimo Nizzi risponde alla Regione
Nel corso di una conferenza stampa, convocata in Sala Giunta, il Sindaco Settimo Nizzi , riferimenti legislativi alla mano, ha rivendicato la competenza del Comune di Olbia “ad autodeterminare l'organizzazione delle proprie scuole”. Ha quindi definito inaccettabile il comunicato stampa diffuso dall'Assessorato Pubblica Istruzione della Regione, nel quale si afferma che “ la decisione della giunta di Olbia è impropria ed infondata dal punto di vista normativo, in quanto l'esecutivo non ha titolarità in materia di modifica dell'organizzazione scolastica ed accorpamento all'interno del proprio territorio. Per questo la delibera non deve avere seguito ”. Presenti all'incontro con i giornalisti, l' Assessore alla Pubblica Istruzione del Comune Paolo Calaresu , quello della Provincia, Antonio Marroni e l'Ispettrice regionale Paola Sini . Il Sindaco Nizzi ha ribadito di aver seguito la procedura corretta, nell'osservanza della legislazione in atto per il riordino degli Istituti Scolastici, ovvero: la n°59 del 15/03/1997; il decreto n°112 del 31/03/1998; il DPR n°233 del 18/06/1988 con le norme per il dimensionamento ottimale delle istituzioni scolastiche; la n°3 del 2001 (Riforma del Titolo V della Costituzione);
il decreto n°59 del 19/02/04 che definisce le norme generali relative alla scuola dell'infanzia e al 1° ciclo d'istruzione, a norma dell'art. 1 della legge 28/03/03 n°53. Il primo cittadino ha precisato che il Comune di Olbia ha fatto un'ipotesi di riordino, proposta poi ai dirigenti scolastici e ai sindacati, chiedendo eventuali osservazioni e/o proposte migliorative. Quattro dirigenti su sei hanno ritenuto valido il piano; un dirigente ha provato a verificare ipotesi alternative senza formulare però alcuna nuova proposta. Tra i sindacati si è presentato solo lo SNALS, redigendo tre giorni dopo alcune controproposte, trasmesse alla Regione in allegato alla proposta del Comune di Olbia. L'amministrazione comunale ha elaborato il piano di riordino del primo ciclo di istruzione, formalizzando la proposta con la delibera di giunta n°18 del 4/02/05. Ha inviato poi tutta la pratica alla Provincia, alla Regione e al Direttore Generale dell'Ufficio Scolastico Regionale, per un loro parere e per i successivi adempimenti di competenza nei tempi e nei modi ritenuti opportuni. Il Comune aspettava quindi dalla Regione “un parere istituzionale nella forma e motivato nella sostanza; non un comunicato stampa più simile ad un attacco frontale diretto all'amministrazione guidata dal Sindaco Nizzi ”. Tanto più che, nella proposta del Comune di Olbia “non è stato modificato in nessun caso né l'organico dei docenti, né quello dei dirigenti”.
La risposta dell'amministrazione, alla luce dell'attuale normativa, è che “sicuramente il Comune di Olbia non ha abusato di poteri né, tanto meno, ha legiferato. Non avendo la Regione prodotto alcuna nuova disposizione, ci si deve attenere alle sole disposizioni generali sempre vigenti.” L'Assessore Paolo Calaresu ha difeso il suo piano sostenendo che i dati allarmanti sulla dispersione e gli insuccessi scolastici, hanno costituito una forte motivazione per un'ipotesi di riordino finalizzata a garantire il miglioramento dell'offerta formativa e la continuità educativa. “La proposta del Comune - ha aggiunto Calaresu- comporta vantaggi in termini di economicità , efficienza e logicità del sistema scolastico, sia per l'Istituzione scolastica che per l'Ente locale. Intendiamo accogliere alcune modifiche che ci sono state chieste dal Sindaco di Golfo Aranci e da quello di Loiri Porto San Paolo. Ora aspettiamo dal Direttore Generale Armando Pietrella una risposta ufficiale con l'indicazione di eventuali integrazioni, modalità e tempi di attuazione del nostro piano di riordino dei plessi scolastici”.