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Tendagiovani: Festa Oftal per i disabili e convegno sul commercio equo e solidale

Sotto la Tendagiovani , festa lunga un giorno, organizzata dall'Oftal. L'intera giornata di domenica è stata dedicata all'incontro con i disabili e i volontari delle associazioni che si occupano dell'assistenza ai portatori di handicap nei vari comuni della diocesi. Sin dal mattino presto “la macchina organizzativa” dell'Oftal olbiese, coordinata da Tore Acca, si è mobilitata per attrezzare, in collaborazione con il Comitato San Simplicio, la tensostruttura messa a disposizione dal Comune nel parco urbano “Fausto Noce”. Circa duecento persone, hanno assistito alla Messa, celebrata da Don Giacinto, Parroco di Calangianus e poi hanno pranzato tutti insieme. I volontari-cuochi hanno cucinato sul posto in un ambiente allegro ed accogliente; presenti anche i religiosi che, in questi giorni, sono impegnati in una serie di incontri di preghiera, momenti di ascolto, dibattiti e manifestazioni culturali.

Nel pomeriggio, la festa dell'Oftal è continuata con l'esibizione canora e musicale di Umberto Belloni che ha coinvolto tutti i partecipanti in balli e canti. Sempre nell'ambito del calendario di “Tendagiovani”, ha riscosso notevole interesse il convegno di sabato, sul tema “Il commercio equo e solidale: strumento di riscatto e crescita economica e sociale per i paesi in via di sviluppo” organizzato dall'associazione di volontariato cittadina Elefante Bianco. Sono intervenuti i volontari di Operazione Africa, Alessio Giannelli di Commercio alternativo e Gabriella Mondardini dell'Università di Sassari. Si è partiti da alcuni dati molto significativi: più di 6 miliardi sono gli abitanti del pianeta Terra; il 70% vive nel Sud del mondo e il 23% nel Nord. Assolutamente squilibrata è la distribuzione mondiale della ricchezza: l'85% è al nord mentre al sud restano solo le briciole: il 15%. Direttamente proporzionali alla ricchezza sono i numeri sull'inquinamento e sullo sfruttamento delle fonti energetiche. Il gap si accentua ancora di più quando si parla di tecnologia e know how, con il 90% al nord e il 10% al sud. Straziante il dato sui decessi dei bambini: 10 milioni ogni anno, di cui il 99% nel Terzo Mondo. Alla luce di questo drammatico scenario è forte l'esigenza di diffondere il commercio equo e solidale che si rifornisce direttamente dai contadini e dagli artigiani dei paesi in via di sviluppo. Saltando i normali canali di intermediazione, si crea un collegamento diretto tra produttori del sud e consumatori del nord, fornendo ai primi i canali per commercializzare i loro prodotti.

Il duplice obiettivo è contribuire ai processi di autogestione e crescita nei paesi in via di sviluppo, diffondendo un atteggiamento responsabile nei consumatori delle nazioni più ricche. I prezzi d'acquisto vengono concordati in base ai costi effettivi, per dare ai produttori la possibilità di una vita più dignitosa. Vengono quindi instaurate relazioni paritarie fra tutti i soggetti coinvolti nella catena di commercializzazione: produttori, lavoratori, importatori e Botteghe del Mondo, sempre più numerose in tutta Europa (Italia e Sardegna comprese), dove è possibile trovare generi alimentari e articoli di artigianato “equi & solidali”. In questo modo, si può concretamente promuovere la giustizia sociale ed economica, lo sviluppo sostenibile, il rispetto per le persone e per l'ambiente, la crescita della consapevolezza dei consumatori e la diffusione di una maggiore coscienza civile. I produttori hanno la possibilità di migliorare le proprie condizioni di vita e liberarsi dalle catene dello sfruttamento; per i consumatori è un momento di riflessione e partecipazione ai problemi di altri uomini lontani, con la garanzia di consumare prodotti di alta qualità.