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“Figari. Storie del golfo e di Golfo Aranci” : presentato il libro di Mario Spanu Babay

Si chiama “Figari. Storie del golfo e di Golfo Aranci” lo splendido libro di Mario Spanu Babay (editrice Taphros di Dario Maiore), presentato sabato scorso nella sala dell'hotel Gabbiano Azzurro. L'appuntamento, molto atteso, ha richiamato un pubblico numeroso e attento che ha seguito gli interventi di autorevoli docenti (Attilio Mastino e Paola Ruggeri), della principessa Elettra Marconi, figlia del celebre scienziato, e della contessa Giorgina Mameli Giustiniani, discendente dell'ingegner Benjamin Piercy. Le due nobildonne hanno infatti messo a disposizione di Mario Spanu, documenti, fotografie e testimonianze preziose per ricostruire aspetti ancora inediti della storia golfoarancina. Il libro è il risultato di una lunga e appassionata ricerca portata avanti in biblioteche ed archivi, in Sardegna, nella penisola e anche all'estero. Considerati gli strettissimi legami e la vicinanza tra Golfo Aranci e Olbia, la storia dei due centri s'incrocia continuamente e alcuni capitoli, come quello su Villa Maior, contengono informazioni, piantine e resoconti di straordinario interesse sulla Terranova settecentesca e ottocentesca.

Ma, prima ancora di rievocare l'epoca degli stagni-saline dei marchesi di Villamarina, è ancora Olbia protagonista di tante pagine che rievocano i tempi della dominazione romana. Scorrono nel libro le vicende di Quinto Tullio, fratello di Cicerone, che dal dicembre del 57 al giugno del 56 a .C “... si trattenne ad Olbia come legato di Pompeo per collaborare a quelle operazioni di vettovagliamento della Capitale”. Molti i riferimenti ad Atte, potente liberta e concubina di Nerone, la quale si racconta che avesse una fabbrica di laterizi ad Olbia e una villa a Figarolo. Mario Spanu parte dalla preistoria e arriva fino all'autonomia con la realizzazione di tutte quelle infrastrutture “che Golfo Aranci aveva chiesto per anni e anni alla matrigna Olbia e che questa non aveva mai voluto concedere”.

Nel volume di 215 pagine, pregevole anche nella veste grafica curata da Dario Maiore, vengono soddisfatte tutte le curiosità dei lettori sulla questione del toponimo e i suoi misteri; sulla crescita del piccolo borgo marinaro all'ombra della Ferrovia; sulle sue travagliate battaglie per lo sviluppo; sugli esperimenti di Guglielmo Marconi; sulle storie dei naufragi e sulle tante leggende del paese e dei suoi dintorni. Interessante anche il capitolo sulla vita di Benjamin Piercy che Mario Spanu presenta così: “E' stato questo valente ingegnere gallese l'artefice della rete ferroviaria principale della Sardegna. Personaggio eclettico, oltre che di ferrovie si interessò di porti, miniere, bonifiche, allevamento di bestiame pregiato, aziende agricole e forestali modernissime quali quelle da lui impiantate a Baddesalighes e Padrumannu nel Marghine”. Le foto d'epoca che impreziosiscono il volume sono di proprietà di Mario Spanu che, nel corso degli anni, ha messo insieme una collezione straordinaria. Ed erano davvero in tanti, sabato scorso, ad applaudire questo libro, frutto della sua inesauribile passione di ricercatore e studioso della storia di Golfo Aranci e di Olbia, da sempre legate.