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Una Festa da ricordare

 

Nel rispetto di un'antichissima tradizione, la città alle 5,30 del 15 maggio, si è risvegliata al suono della Banda cittadina per “sa festa manna de mesu maju”. La giornata più importante ha avuto il suo momento più emozionante e solenne nel pomeriggio con la grande processione in onore di San Simplicio, patrono di Olbia e della Gallura. Anche a detta di molti anziani, non si era mai vista tanta folla come quest'anno. Lo straordinario afflusso di persone è stato certamente favorito da un insieme di fattori: il diciassettesimo centenario del martirio del Santo e la chiusura del Giubileo Simpliciano; la “promozione” da festa patronale a manifestazione di livello regionale equiparata alle più grandi sagre popolari della Sardegna;

la splendida giornata di sole e l'imminente scadenza elettorale che coincide con il decollo della nuova provincia Olbia-Tempio. Migliaia di persone, tra le quali numerosi turisti, rappresentanti delle istituzioni e politici dei vari schieramenti, hanno seguito la statua del Santo lungo le vie della città. Il corteo ha concluso in modo spettacolare un ricco programma di eventi sacri e profani, organizzati dal Comitato presieduto da Lucio Petta, che ha richiamato nell'arco della settimana, tanta gente di tutte le età. Partita dalla Basilica minore, la processione si è snodata per la città, con la folla assiepata ai lati della strada ed ha raggiunto il lungomare di via Redipuglia per la parte più scenografica della manifestazione trasmessa in diretta da Videolina, in un trionfo di colori, fiori e musica.

In questo tratto del percorso, il Comitato ha sistemato delle tribune gremite dal pubblico che ha mostrato di apprezzare moltissimo questa novità. Ad accompagnare il Santo, un centinaio di bandiere votive delle più importanti feste campestri del Nord Sardegna, due bande musicali (di Olbia e di Berchidda), 24 gruppi folk provenienti da tutta l'isola più le corali di Loiri e Tula. Essendo vacante la Sede Episcopale , alla processione ha partecipato il Vescovo di Ozieri Mons. Sebastiano Sanguinetti. Data la concomitanza con la festività della Pentecoste la Messa solenne in onore di San Simplicio è stata officiata in Basilica questo pomeriggio dall'Arcivescovo di Sassari padre Paolo Atzei con la concelebrazione di tutti i sacerdoti della diocesi di Tempio Ampurias.

Con questa funzione religiosa si è chiuso anche il Giubileo Simpliciano proclamato dallo stesso padre Atzei un anno fa quand'era ancora vescovo della diocesi di Tempio Ampurias. I canti liturgici sono stati eseguiti dal coro “Lorenzo Perosi” diretto da don Giuseppe Delogu.Tra le tante manifestazioni collaterali dell'edizione 2005 della Festa di San Simplicio, alcune sono ormai radicate e fortemente partecipate come l'appuntamento con la solidarietà, il volontariato e i disabili, in collaborazione con la Lloyd Sardegna , a bordo della motonave Golfo degli Angeli. Venerdì scorso hanno riscosso un successo straordinario i Matia Bazar che hanno conquistato ed entusiasmato il pubblico in un applaudito ed affollato concerto al “Fausto Noce”. Impeccabile la direzione artistica della R&G Music; di grande impatto le soluzioni sceniche e di ottimo livello la performance della band, da trent'anni sulla cresta dell'onda.

Irresistibile, come sempre, il richiamo della Sagra delle cozze, quello dei fuochi d'artificio, del Palio della Stella, del cabaret di Pino & gli anticorpi e della Rassegna dei gruppi folcloristici. Ma, quest'anno, alla religione e alla tradizione si è aggiunta la scienza anch'essa mobilitata riguardo al martirio di San Simplicio. I risultati delle indagini genetico-molecolari condotte in questi mesi sembrano infatti fornire un sostegno nuovo alla fede. I campioni di ossa analizzati appartengono a quattro soggetti di cui uno di sesso femminile (dato che supporterebbe l'ipotesi che vuole la presenza nella stessa cassa delle reliquie di Simplicio, Diocleziano, Fiorenzo e Rosola) e i residui di garze dell'ampolla contengono sangue di un individuo umano di sesso maschile.

“ La Chiesa - ha detto don Francesco Tamponi, direttore dell' Ufficio diocesano per i beni culturali - vuole dare il suo contributo allo sforzo di ricerca di un'identità che costituisca il punto di riferimento per una comunità come quella olbiese sempre in crescita, con persone che arrivano da ogni parte del mondo, culture e religioni diverse”. A breve le reliquie di San Simplicio verranno sottoposte ad altre indagini nell'ambito di un' ampia operazione di ricostruzione storica della cristianizzazione nei territori dell'Anglona e della Gallura.