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Sardegna: sorvegliata speciale per Guido Bertolaso
Sabato prossimo, il responsabile della protezione civile Guido Bertolaso incontrerà gli amministratori olbiesi. Lo ha dichiarato oggi, durante un incontro con i giornalisti nell'hangar dell'Aviazione Generale, al termine della visita fatta a La Maddalena. Il programma estivo di Bertolaso prevede infatti una serie di ricognizioni nei vari centri dell'Isola da lui chiamata “una sorvegliata speciale”. Ha comunque definito “apprezzabili e concreti” i risultati ottenuti grazie all'impiego massiccio di uomini e mezzi nella lotta contro il fuoco. Ha quindi paragonato i numeri di quest'anno a quelli del 2004 sostenendo che la superficie di terreno colpita dai roghi è inferiore di un terzo.
Non ha però nascosto la preoccupazione per un'emergenza che non concede tregua e richiede la massima attenzione. A parlare sono sempre i dati: dall'inizio della campagna antincendio 2005, si sono verificati 1.100 roghi; 4.500 gli ettari devastati dalle fiamme di cui 650 sono aree boschive; 33 le persone indagate. Bertolaso ha poi definito “fondamentale l'importanza del lavoro di squadra e la sinergia di tutti: amministrazioni locali, cittadinanza e forze impegnate sul territorio”. I mezzi a disposizione sono sufficienti e la Sardegna può contare su un numero adeguato di Canadair. Da oggi è operativo l'aereo russo Beriev 200 che, già dallo scorso anno, è stato sperimentato con successo in tutto il Mediterraneo ed affiancherà i Canadair nella lotta al fuoco. Il velivolo russo ha la sua base proprio al “Costa Smeralda” di Olbia e, questo pomeriggio, Bertolaso si è trattenuto anche con l'equipaggio, presente al completo. Il responsabile della Protezione Civile non ha certo minimizzato il flagello degli incendi, ipotizzando una serie di possibili cause: interessi economici, vendette, incuria, negligenza delle pubbliche amministrazioni o dei privati cittadini. “Per combattere e vincere questa guerra-ha ribadito Bertolaso- è essenziale la determinazione, la volontà di tutti. Le prime sentinelle devono essere le popolazioni per garantire la tempestività del primo allarme e del conseguente intervento di uomini e mezzi”. Riguardo all'ultimo devastante incendio che, sabato scorso, ha colpito la Gallura , da Palau a Cannigione, Bertolaso ha precisato che “non ci sono stati errori di coordinamento o di tempistica nelle operazioni di spegnimento. L'incendio, secondo Bertolaso “era molto difficile da gestire”'' e l'epilogo da bollettino di guerra (una decina di case distrutte, centinaia di turisti in fuga e di ettari in fumo) è dipeso da “cause collaterali indipendenti dalla nostra volontà: un elicottero è andato in avaria e gli altri aerei operavano su altri fronti nell'Isola”. Riguardo ai tempi di intervento del primo Canadair, arrivato 50 minuti dopo il divampare delle fiamme, Bertolaso ha dichiarato che “un Canadair impiega di media 36 minuti prima di essere sul posto; non lo ritengo quindi un ritardo grave. Si fa presto a scaricare le colpe quando invece si dovrebbe contribuire di più a identificare situazioni a rischio e ad avvisarci immediatamente, senza girare la faccia, come spesso accade, dall'altra parte”. |
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