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Venerdì 5 agosto, teatro comico d'autore in Piazza Expò

 

La commedia di Dario Fò , “Gli imbianchini non hanno ricordi”, allestita la prima volta nel 1958, sarà portata in scena venerdì 5 agosto, dal gruppo teatrale olbiese “Faro di Caprile”. L'appuntamento è alle ore 21.00 nella piazzetta Expò. Oggi, il capocomico Marco Martinini ha incontrato i giornalisti per dare un piccolo assaggio dello spettacolo. Ma, nell'auditorium del Comune, a Poltu Quadu, si è tracciato anche un bilancio di questi nove anni di teatro povero, così come è stato definito dallo stesso gruppo. In effetti, gli otto componenti del Faro di Caprile, sin dal 1997, anno del loro debutto, hanno dovuto sempre fare i conti con l'esiguità di risorse finanziarie e, nel tempo, i contributi pubblici si sono ulteriormente ridotti.

Ma i giovani teatranti sono animati da una passione e un impegno che li spinge sempre verso nuove sfide. Loro spaziano, guitti per necessità oltre che per virtù, dalle commedie russe, ai drammi italiani, dagli spettacoli di strada, alle recite di scuola. Si sono cimentati con Pirandello, Cechov, il grande Eduardo De Filippo e il Nobel Dario Fò; provano regolarmente, due volte la settimane per tre, quattro ore, tutto l'anno. Non hanno ambizioni particolari e le loro tourneè si limitano alle piazze della Gallura ma ad animarli è l'amore per la recitazione, gli applausi del loro pubblico che li segue con stima e simpatia. E poi ci sono gli spettatori occasionali “quelli che passano da lì in quel momento, si fermano e vorrebbero che noi continuassimo, anche quando la commedia è finità”. Questo è successo anche domenica scorsa a Calangianus dove il gruppo “Faro del Caprile” ha esordito con “Gli imbianchini non hanno ricordi” che, dopo la data di Olbia, sarà proposta anche a San Teodoro. Il divertimento è garantito;

si tratta infatti di un testo senza un preciso intento satirico ma, piuttosto, di una farsa per clown, veloce e comicissima. Un'eccentrica signora chiama due operai per risistemare casa, e i due si rivelano dei pasticcioni che credono di avere ucciso qualcuno con la loro scala. Ma l'identità del tizio “presunto ammazzato” causerà una catena di situazioni spassose, compresa la foga amatoria di altre tre donne inquiline dell'appartamento che, in realtà, è una casa d'appuntamenti. Scoppia quindi un irresistibile equivoco da cui emerge che la donna tiene imbalsamato vivo suo marito. Questo atto unico ha richiesto decine di ore di prove per le gags, in particolare per quella della enorme scala che i due imbianchini si trascinano nella casa. Costumi e scene sono state costruite, invece, senza seguire il modello allestito dalla compagnia Fo-Rame. liberando lo spazio scenico, colorando i costumi e alleggerendo l'attrezzatura. Già nel 2003 il “Faro di Caprile” aveva allestito, con un buon successo, “Non tutti i ladri vengono per nuocere” altra esilarante piéce di Dario Fò le cui commedie sono macchine comiche perfette.