Prende forma il nuovo volto del sistema portuale Olbia-Golfo Aranci
L'Autorità portuale, presieduta da Paolo Piro, sollecita il varo del Piano Regolatore del sistema portuale Olbia-Golfo Aranci. Le linee guida dell'importante strumento, redatto dall'Ing. Antonio Tramontin, sono state illustrate ai componenti del neonato Comitato portuale nell'aula consiliare di Poltu Quadu. Il prof. Tramontin ha ribadito l'assoluta necessità di razionalizzare gli spazi assegnando ruoli precisi alle varie strutture. Il porto di Olbia, infatti, rischia il tracollo e la saturazione sembra vicina. Non può, inoltre, essere considerato un organismo scollegato rispetto al territorio. Al contrario deve diventarne parte integrante e fulcro di sviluppo, viste anche le sue straordinarie potenzialità. “Il porto di Olbia, quello industriale (Cocciani) e lo scalo di Golfo Aranci - ha precisato Tramontin - sono una formidabile azienda che produce non meno di 1500 miliardi di vecchie lire al giorno. È chiaro che una forza simile deve essere stimolata e incoraggiata.
Il futuro del porto deve tenere conto delle esigenze degli operatori, delle aspettative dei cittadini e della salvaguardia ambientale. Lo scalo olbiese è destinato a diventare un corpo unico con la città.” Bisogna quindi puntare su settori trainanti, a cominciare dalla nautica da diporto, con la realizzazione di nuovi cantieri per la costruzione, manutenzione e rimessaggio delle imbarcazioni. La scommessa principale si gioca nel porto vecchio a pochi passi dal centro storico e prevede la trasformazione dell'area compresa tra il molo vecchio, il molo Brin, la banchina Bosazza e via Genova. Ma per poter accogliere i megayacht sono indispensabili interventi urgenti come l'eliminazione delle secche e la pulizia dei canali. Altre opere avranno come obiettivo una maggiore fruizione dell'area portuale, con il lungomare da vivere come luogo destinato allo svago, alla socializzazione e alle attività strettamente collegate al turismo, commercio e servizi. In questa ottica, pensata sia per i residenti che per i turisti, è prevista la bonifica dei canali, la valorizzazione del patrimonio archeologico e la sistemazione delle tre anse verdi localizzate intorno al Porto romano, alla peschiera di Poltu Quadu e sotto le pendici della riserva naturale di Capo Figari e Golfo Aranci, previa dismissione delle Ferrovie.
L'Ing. Tramontin ha definito il documento, che sarà discusso dal Comitato portuale il prossimo 6 settembre, “un piano strutturale concepito per garantire la funzionalità, la sicurezza, l'operatività del porto e la sua interazione con il tessuto urbano retrostante”. L'indagine sui punti di forza e di debolezza del sistema portuale olbiese trova quindi un elemento-cardine nella riqualificazione del waterfront, indispensabile per l'immagine turistica della città. Il valore aggiunto, nel caso specifico del golfo interno di Olbia, uno dei più bei fiordi del Mediterraneo, è quello dell'interesse storico-culturale. Grazie al ritrovamento delle antiche navi romane e alla realizzazione del Museo Archeologico, il porto antico a ridosso del centro storico può davvero rappresentare una carta vincente.