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  Santini elettorali “rivisitati e corretti” in mostra all’Expò

Inaugurata all’Expò una mostra originale composta da 250 santini elettorali “rivisitati e corretti” da Salvatore Petta, in arte Scimita. Il pittore olbiese, nato nel 1948, fino al 2000 ha riversato la sua passione per tele e pennelli, in quadri di paesaggi dai colori caldi e luminosi. Marine, campi e stagni galluresi hanno sempre ispirato l’autodidatta Scimita, già dipendente della Compagnia Portuale e in pensione da diversi anni. Ma le “comunali” del 2000 hanno segnato una svolta creativa per l’artista olbiese che,  attento osservatore di fisionomie, umori e costumi, ha scoperto nei santini elettorali, una straordinaria e nuova fonte di ispirazione. Il primo spunto, per l’ironico e dissacrante Scimita, è arrivato guardando “l’immaginetta” di un candidato, il cui viso poteva suggerire un abbigliamento esotico con acconciatura adeguata.

Questo primo esperimento, nato come uno scherzo, ha incuriosito e stimolato l’artista che ha quindi deciso di allargare trasversalmente il suo campo d’azione. Il fatto di essere un olbiese doc, amico o conoscente, seppure a vari livelli, di tutti gli aspiranti amministratori cittadini, ha messo le ali alla “Corrida” di Scimita. Nei 250 lavori in mostra per una settimana all’Expò, si ritrovano gli stessi  volti dei politici locali impegnati nella corsa al  governo della città dal 2000 ad oggi ma, a fare la differenza, sono i costumi e le ambientazioni. Il risultato è, allo stesso tempo, brillante ed esilarante.

Evidentemente Scimita  tiene in alta considerazione le donne e, nel suo teatrino della politica olbiese, assegna ruoli importanti alle candidate che decora ed orna con fasce, simboli e trofei. Matriarche d’azione, insomma, satiricamente contrapposte ad alcuni prelati, pochi generali e a un paio di aspiranti imperatori mescolati a gaudenti sceicchi e  tipi metropolitani. Nei santini firmati Scimita, i politici locali sono spesso abbigliati con vesti e copricapo di foggia orientale o africana. L’estro dell’artista investe anche il taglio dei capelli, spiritosamente adeguato al nuovo look del candidato. A ciascuno di loro ha regalato una inedita collocazione storico-geografica e sociale.

Salvatore Petta, pur dando libero sfogo alla sua fantasia e  sensibilità, ha raccolto più di un input: l’espressione e la mimica di tutti i candidati; i tratti salienti della loro personalità e persino le ambizioni più o meno nascoste. Il tutto “condito” con il sale ed il peperoncino di una satira  intelligente e trasversale. Tra i tanti positivi commenti, circolati all’apertura della mostra (l’ingresso è gratuito), ne riferiamo uno solo: “A differenza dei soliti banali e noiosi santini, questi non finirebbero certo nella spazzatura. Potrebbe essere un’idea per svecchiare la campagna elettorale”.