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Da Olbia al Polo Sud: è iniziata dal Molo Brin l’impresa di “Gindungo”

Intorno a mezzogiorno ha lasciato il Molo Brin di Olbia il quarantenne skipper romano Davide Freschi. A bordo della barca a vela Gindungo, si spingerà tra i ghiacci del polo sud, in un'impresa sportiva che riveste temi scientifici, culturali e sociali. Un equipaggio di cinque persone  si è imbarcato sul cutter in acciaio di 15 metri, preparato per le navigazioni estreme. La partenza, prevista inizialmente per sabato scorso, è avvenuta con qualche giorno di ritardo rispetto alla tabella di marcia, per via delle condizioni meteorologiche avverse. La spedizione, battezzata “Antarctica Sailing Project”  è stata messa a punto da alcuni appassionati di vela, operatori nautici, ricercatori medici e scientifici. Tra i gli Enti pubblici che hanno patrocinato il viaggio di “Gindungo” c’è anche il Comune di Olbia.

La grande sfida è portare a termine la circumnavigazione del Continente Antartico alle più basse latitudini della terra. Obiettivo prioritario: il conseguimento di un ambizioso primato sportivo ma la rischiosa missione persegue anche scopi umanitari e scientifici. Grazie all’aiuto della Croce Rossa Italiana verranno infatti distribuiti aiuti umanitari e medicinali in paesi dell’Africa e dell’America Latina. L’Università della Tuscia, coinvolta nel progetto,  raccoglierà dati per attuare ricerche scientifiche e studi particolari. Saranno inoltre realizzati documentari e reportages fotografici che illustreranno le varie fasi dell’impresa e della  navigazione. Da Olbia il  Gindungo farà rotta verso le Baleari e poi Gibilterra, Marocco, Canarie, Capo Verde, Brasile, Uruguay, Argentina per arrivare, nel gennaio 2006 nella Terra del Fuoco; una sosta tecnica a Ushuaia e ripartire alla volta di Capo Horn, attraversare il Drake Channel e raggiungere l'Antartide.

Qualche anno  di navigazione per un viaggio che vedrà i suoi partecipanti e sostenitori impegnati  in attività scientifiche e benefiche. A bordo del Gindungo ci sono  due ricercatori dell'Università della Tuscia che studieranno la presenza di cetacei nei mari antartici  mentre lo staff del Centro Internazionale Radio Medico coordinerà, via satellite, la sperimentazione e l'uso, in condizioni estreme, di tecnologie biomediche a distanza. Infatti, un altro campo che verrà approfondito sarà la telemedicina. Nel progetto è impegnato anche il Dipartimento di Navigazione dell’Università di Napoli “Parthenope”.  Nel corso dei trasferimenti e sulle rotte antartiche, saranno effettuate costanti comunicazioni radio e telefoniche con il C.I.R.M. di Roma. Saranno poi sperimentate particolari attrezzature atte alla trasmissione dei dati clinici dei componenti della spedizione. Da un punto di vista scientifico, si vuole testare l'efficacia delle soluzioni tecniche e dei materiali utilizzati in navigazione e durante la permanenza in Antartide..