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Molto positivo il bilancio della XVI Rassegna del Mare

La balneazione di massa ha cancellato la memoria del nostro mare, inteso come via di comunicazione di storia e cultura. Sempre più è diventato sinonimo di ombrelloni, sdraio, bagno e abbronzatura ma il mare è molto altro e tanto di più. Ha una sua vita che deve essere riscoperta e tradizioni antichissime che possono essere rilanciate ed attualizzate in un’ottica di sviluppo anche economico. Alla luce di questa considerazione può definirsi più che positivo il bilancio della  XVI edizione della “Rassegna del Mare”, organizzata dall’associazione Mareamico con il sostegno del Ministero per l’Ambiente, del Comune di Olbia e dell’Area Marina Protetta Tavolara – Punta  Coda Cavallo. La manifestazione ha prodotto risultati concreti oltre ad un confronto scientificamente qualificato su temi di stretta attualità. I responsabili di tutte le aree protette della Sardegna, presenti nella sala congressi dell’Expò, hanno potuto approfondire una serie di questioni con i rappresentanti del Ministero e con  l’Assessore Regionale all’Ambiente Tonino Dessì. E’ stato quindi ufficialmente sottoscritto il “Protocollo d'intesa del sistema integrato delle aree protette della Regione Autonoma della Sardegna”.

L’obiettivo è una comune promozione turistica e l’attivazione di sinergie nelle politiche  di tutela ambientale. Sempre nel corso dei lavori, il Sottosegretario all’Ambiente On. Roberto Tortoli e l’Assessore Dessì hanno avviato un tavolo di confronto e concertazione tra Regione Sardegna e Governo nazionale sulle politiche ambientali e turistiche. In questo modo sarà possibile studiare il necessario decentramento nel contesto della appena approvata riforma della Costituzione e della cosiddetta “devolution”. Annunciato anche un “marchio di qualità ambientale” per le navi italiane. L’iniziativa congiunta è stata spiegata dall’On. Pino Lucchesi, Presidente Ecolabel e dall’On. Antonio Parlato, Presidente Ipsema (Istituto Previdenza Settore Marittimo).  Con la collaborazione del Ministero dell’Ambiente e delle Capitanerie di Porto, verrà realizzato un il marchio  “Euroflag” che certificherà il rispetto delle normative del settore nazionali ed internazionali per le navi italiane. Diverse relazioni degli scienziati e dei politici intervenuti alla Rassegna hanno fatto emergere una nuova consapevolezza della “risorsa mare”.

Da sviluppare, ad esempio, è l’archeologia industriale del mare ma sempre in un contesto di progettualità e concertazione. Altro tema ampiamente discusso è stato il  passaggio delle petroliere nelle Bocche di Bonifacio. Un caso difficile da risolvere vista la forzata convivenza  di problematiche diverse legate al trasporto e alla tutela ambientale. Lo stretto tra la Sardegna e la Corsica è infatti vincolato a leggi di diritto internazionale che consentono il libero transito delle petroliere al suo interno, fatta eccezione per le italiane e le francesi che, sulla base dell’accordo bilaterale del 1993, hanno il divieto di passaggio in quell’area. “Se dovesse capitare un incidente ad una petroliera in quel braccio di mare - ha sottolineato il sindaco di Santa Teresa Piero Bardanzellu - sarebbe un disastro. La nostra speranza è che si possa eliminare il traffico di questo tipo di natanti, spesso non conformi alle norme di sicurezza e con carichi pericolosi, e che nello stretto passino solo navi e natanti da diporto”. L’assessore regionale all’Ambiente Tonino Dessì, nel suo intervento relativo a ecoportualità, aree marine protette e tutela del mare,  ha illustrato l’operato della Regione in questo ambito. A cominciare dal varo di un “Piano di tutela delle acque” che mira a risanare il sistema idrologico interno della Sardegna garantendo l’accesso al mare solo di acque pulite. Avviato anche, di concerto con  l’Università, uno studio accurato dello stato delle risorse ittiche che, a breve, verrà presentato all’Unione Europea.

L’Assessore Dessì ha poi annunciato che, qualche giorno fa, la Regione ha approvato, d’accordo con le Autorità Portuali di Cagliari e di Olbia  il piano di gestione e di smaltimento dei rifiuti. Sarà quindi possibile prevenire ed evitare l’inquinamento del mare che si verifica con lo scarico in acqua dei rifiuti dei natanti. Il provvedimento adottato per Olbia e Cagliari sarà ben presto esteso anche agli altri porti sardi. Buone notizie sullo stato di salute del mare sardo definito “balneabile al 99 per cento e con dei livelli di ossigeno superiori ai parametri nazionali e internazionali”.