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Ad Olbia il 1° Open Source  Day

Il 1° Open Source Day  si è tenuto nella sede dell’Istituto Professionale per l’Agricoltura e l’Ambiente di via Vena Fiorita.  Nel corso della manifestazione sono state illustrate le potenzialità, le opportunità e le prospettive offerte nella didattica e nella Pubblica Amministrazione dall’Open Source Software rispetto al tradizionale Microsoft. Mauro Murgioni, presidente di Apriti Software! ha coordinato, nella giornata del 17 dicembre, una serie di interventi ed attività pratiche. L’iniziativa, finanziata dal Fondo Sociale Europeo, è stata organizzata grazie all'impegno del Prof. Mario Fiori dell'IPIA. L'azione di Apriti Software! (associazione apartitica e senza fini di lucro) è finalizzata alla  libera diffusione del sapere nella convinzione che il possesso del codice sorgente e il controllo della conoscenza attraverso gli istituti del brevetto e del copyright, non rappresentino più un incentivo alla ricerca ma piuttosto un freno allo sviluppo scientifico ed economico. L’associazione si propone come punto di riferimento a livello regionale per la promozione, lo sviluppo e la diffusione del FLOSS (Free/Libre Open Source Software).

Ne fanno parte qualificati professionisti, tecnici informatici, programmatori, ricercatori, professori universitari, avvocati e consulenti della Pubblica Amministrazione. Le questioni trattate nel seminario di Olbia, rappresentano sicuramente delle novità nel panorama dello sviluppo tecnologico del territorio. Mauro Murgioni ha sottolineato che “ in un momento in cui  l’imperativo della politica economico-finanziaria italiana è quello di ridurre la spesa pubblica, affrontare la problematica dell’Open Source Software (OOS) è diventata quasi una necessità. Non si tratta solo di un  discorso economico, ma anche di un aspetto sociale e culturale. La situazione attuale è caratterizzata indiscutibilmente dalla posizione monopolistica, dunque predominante, assunta dal colosso statunitense Microsoft nella fornitura del software (di sistema ed applicativo). Uno dei settori in cui il monopolio informatico è più evidente è senza dubbio quello della Pubblica Istruzione. Standardizzarsi su un’unica posizione - quella del software proprietario - significa rimanere culturalmente, oltre che tecnicamente, dipendenti da qualcun altro, soffocando quello che potrebbe essere un interessante sbocco creativo che porterebbe anche a nuove soluzioni tecnologiche. Il Ministero dell’Istruzione , dell’Università e della Ricerca ha firmato accordi con sviluppatori di software Open Source per la distribuzione di applicativi per l’office automation.

Il risparmio economico, sarebbe dopo pochi anni considerevole: basti pensare al fatto che verrebbero meno tutte quelle spese  (consistenti) destinate a far fronte all’aggiornamento praticamente continuo del software licenzatario. L'adozione del OSS nella didattica può dimostrarsi estremamente efficace, perchè offre dei modelli didattici flessibili, che comunque garantiscono la piena libertà di copia, di modifica e di ridistribuzione per gli alunni che lo vogliono adoperare anche a casa. La possibilità di eseguire in privato le attività condotte in laboratorio è una opportunità vantaggiosa da un punto di vista didattico che solo il software libero può offrire senza vincoli e senza oneri economici”. Un altro importante aspetto, riguarda lo stretto rapporto esistente tra impresa e scuola, essendo da sempre quest’ultima bacino di fondamentali risorse umane per la prima. Le imprese (e quindi la domanda di lavoro) dirigeranno la loro attenzione in misura sempre maggiore verso coloro che riterranno esperti conoscitori dell’OSS. Questo per motivi economici e tecnici; l’azienda avrà sempre più la necessità di personalizzare il software a seconda delle proprie esigenze. Avere degli operatori/programmatori in grado di modificare il codice sorgente (aperto) del software utilizzato, significa avere la possibilità di gestire un prodotto praticamente confezionato ad hoc continuamente aggiornabile.