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Forte allarme lanciato dalla Commissione comunale alle attività produttive

La commissione comunale alle attività produttive, convocata  dal suo presidente Vanni Sanna, si è riunita in Aula consiliare per una seduta incentrata sui contenuti del piano paesistico regionale. Presenti gli assessori comunali alle Attività Produttive, ai Lavori Pubblici e alle Finanze; i capi-gruppo della maggioranza, il presidente della commissione urbanistica e il dirigente del settore Antonello Zanda. All’incontro hanno partecipato i rappresentanti delle associazioni di categoria Confcommercio, Confesercenti, Confartigianato e Confagricoltura. Delle organizzazioni sindacali era presente solo la delegata della Uil. Nel suo intervento di apertura Vanni Sanna ha illustrato le norme contenute nel PPR lanciando e motivando il suo allarme: “Se questo Piano venisse approvato così com’è, ci sarebbe un blocco quasi totale di tutte le attività produttive per almeno tre anni.

I tecnici del Comune di Olbia stanno predisponendo, insieme alla parte politica, le osservazioni al Piano, che presenteremo in sede di audizione il 2 e il 4 febbraio a Cagliari. Ora il nostro obbiettivo è quello di sensibilizzare tutte le forze attive del territorio per arrivare alla modifica delle norme. Il blocco dell’edilizia avrebbe ripercussioni in tutti i settori dell’economia”. Le forti preoccupazioni espresse da Vanni Sanna sono state confermate e ribadite, anche tecnicamente, dal dirigente dell’Urbanistica Antonello Zanda. In altri interventi è stata manifestata perplessità sulla individuazione e definizione di “territorio costiero” nelle carte del Piano. Stando a questi parametri, il territorio comunale di Olbia sarebbe fortemente interessato alla limitazione edificatoria pressoché totale a prescindere dalle manutenzioni ordinarie e straordinarie. I rappresentanti dei Dottori Agronomi e Forestali e del Collegio dei Geometri hanno sottolineato che “un blocco indiscriminato in un settore trainante come quello dell’edilizia avrebbe ricadute insostenibili sulle attività turistiche, commerciali, artigianali e agricole” . Si teme che, per la complessità e delicatezza della materia, sia del tutto insufficiente il tempo concesso per le audizioni. Durante l’incontro, è stato osservato: “Anche se il Comune di Olbia avesse approvato il Puc due anni fa, non sarebbe valso a nulla poiché  l’art.2 recita che le norme del presente PPR sono immediatamente prevalenti su qualsiasi strumento urbanistico di carattere provinciale o comunale previgente”. Conseguenze gravissime  si avrebbero anche sui progetti di miglioramento fondiario.

Vanni  Sanna ha osservato che “il Piano, nel voler giustamente evitare le speculazioni e le frammentazioni fondiarie non ha tenuto assolutamente conto delle esigenze e delle aspettative dei residenti. Infatti le norme prevedono che a edificare nell’agro possano essere solo i coltivatori diretti e gli imprenditori agricoli a titolo prevalente, con lotti minimi che vanno dai 5 ai 20 ettari, con vincolo ventennale unilaterale.”. Altra osservazione: tutte le concessioni, anche quelle per la propria casa di residenza, devono essere supportate da fideiussione  bancaria o da assicurazione di importo pari al costo dell’opera. Se questa non venisse ultimata nei tre anni previsti, il Comune dovrà incassare la fideiussione, finire la costruzione e addebitare tutti gli importi al titolare della concessione. Uno dei tanti nodi da sciogliere, secondo Vanni  Sanna è che “ in materia edificatoria la prima e l’ultima parola, spetterebbero alla Giunta regionale previo un labirintico percorso burocratico-amministrativo”.