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“Nuraghi e dintorni”: una rassegna da non perdere all’Expò
Da 7 al 14 aprile l’Expò ospiterà la rassegna “Nuraghi e dintorni”, organizzata dall’Associazione Culturale Sa Testa, in collaborazione con “Grigiosardo” e l’assessorato alla Cultura del Comune di Olbia. Per una settimana, appassionati e curiosi avranno l’occasione di fare una “full immersion” nella storia e nelle tradizioni della Sardegna. Il programma della manifestazione è stato illustrato in Aula consiliare dall’Assessore Paolo Calaresu, da Nino Fancello di “Sa Testa” e dal ricercatore Paolo Valente Poddighe. Il suo libro “Sardegna unica Atlantide” sarà presentato da Mauro Aresu alle ore 19.00 di venerdì 7 aprile, subito dopo l’inaugurazione della rassegna, fissata per le ore 17.000. Paolo Valente Poddighe, studioso, originario di Portoscuso, trentadue anni fa lanciò per primo una rivoluzionaria ricostruzione storico-geografica di Atlantide identificandolo con la Sardegna (l'intero arcipelago della Sardegna che comprendeva anche la Corsica e le altre isole minori). “Olbia – sostiene Poddighe - era la più importante porta di accesso per i traffici e i commerci di tutta la costa occidentale sarda, quasi di fronte all'antica Ostia, porto di Roma, futura caput mundi.
La Sardegna, per tutti gli antichi, era l'isola di Ercole e Iolao, suo nipote, lo accompagnava durante tutti i suoi viaggi. E' ovvio quindi che gli Eraclidi, il popolo di Ercole, manifestazione del Sole, vivesse in tutta l'isola, Olbia compresa. Essendo stata fondata da Iolao, il nome doveva essere non Olbìa ma Sa Oleia che significa la città del Sole. Posizionando le prime Colonne d'Ercole nello stretto di Bonifacio, si capisce l'importanza di Oleia che aveva anche un pansardonio, ovvero un grande tempio dedicato ad Ercole. La città poteva avere non meno di 20mila abitanti e da qui si sviluppavano i traffici dei metalli e delle suppellettili lavorate verso le coste dei latini e degli Etruschi, come dimostrano i reperti nuragici trovati nelle necropoli etrusche di Vulci, Pyrgi, Populonia e Barati tra la Toscana e il Lazio. Studiando la metallurgia ho anche scoperto che il Fenicio è l'evoluzione lineare della scrittura nuragica. A chi mi contesta di voler sempre mettere la Sardegna al centro della Storia dico che per cause naturali, geografiche, storiche, ambientali e culturali, la Sardegna ha tali e tante bellezze che le altre isole del Mediterraneo non possiedono.
Non per niente si usa dire che la Sardegna è quasi un continente”. Ma l’affascinante ipotesi di Marco Valente Poddighe e i dibattiti che ne scaturiranno non saranno i soli elementi di attrazione della rassegna. Il calendario, infatti, prevede l’esposizione di foto, cartografie, libri, reperti e disegni; la proiezione di documentari a carattere archeologico; incontri e confronti con ricercatori e studiosi di arte preistorica, etruscologia, antropologia, astronomia nuragica e altro ancora. Tra i relatori spiccano i nomi di Luisella Veroli, Giovanni Feo e Claude Robertson Forcioli. La selezione dei documentari, curata da Susi Olivini, segue un percorso di grande suggestione, “firmato” da registi quali Ebe Giovannini, Efisio Santi, Benito Castangia e Maria Eugenia Maxia. Attraverso i loro filmati saranno presentati alcuni “siti” sardi dal neolitico all’età romana. “Contiamo sulla potenza dell’immagine filmica- ha sottolineato Susi Olivini- per far conoscere al pubblico qualche aspetto dell’immenso e ben poco conosciuto patrimonio archeologico dell’Isola. Solo chi conosce, infatti, può apprezzare, comunicare rispetto ed infine salvare dall’incuria e dall’abbandono”. Gli organizzatori hanno coinvolto anche diversi artisti che parteciperanno alla manifestazione esponendo le loro opere (Lina Mannu e Silvano Caria) o proponendo musica e canti ( Franziscu Pilu, i Tenores di Padru e i Tenores di Olbia).
Manifestazione Info:333 4345630/ 333 6947925
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