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Conclusi i festeggiamenti in onore di “Santu Ittaru”


Tre giorni di festeggiamenti civili e religiosi  in onore di “Santu Ittaru”, San Vittore, hanno animato il fine settimana di moltissimi olbiesi. I  pranzi comunitari di sabato e domenica, organizzati dal Comitato, sono stati all’insegna dei grandi numeri: un totale di 4mila persone a tavola; 8 cuochi e decine di volontari; 3.500 piatti;  350 quintali di carne; 6 q. di pane; 1 q. di formaggio e 1 q. di dolci; 700 litri di vino e 100 casse tra birra e bibite. Da ben 23 anni il Comitato è presieduto dal sig. Idili e, anche nel 2006, la sagra di Santu Ittaru si è confermata  tra le più popolari e radicate. A San Vittore, vescovo e martire nei primi secoli del cristianesimo,  è dedicata la chiesetta campestre  che già esisteva nella prima metà del 1600. Questa è situata nella magnifica piana a nord di Olbia e, come nelle altre chiese rurali, adiacente a quella di San Vittore, si trova un fabbricato che assolve la funzione sociale della festa, pranzo comunitario, spettacoli e balli.

Sotto gli olivastri secolari che circondano l’edificio sacro, hanno trovato posto intere famiglie che, in questi giorni, hanno anche partecipato alle celebrazioni religiose. La profonda devozione popolare si è manifestata in vari momenti; a cominciare dal raduno  delle bandiere davanti alla chiesa di Nostra Signora de La Salette, da dove  è partito il corteo diretto alla chiesetta di San Vittore.  Dopo la celebrazione dei Vespri, spazio ai canti sardi  con Antonio Porcu, Pino Masala e Franco Dessena, accompagnati dalla chitarra di Bruno Maludrottu e dalla fisarmonica di Graziano Caddeo.

Dalla tradizione al cabaret più attuale ed esilarante di Giuseppe Masia e al concerto della band Superstar. Lungo il circuito intorno alla chiesetta si è svolta anche una corsa campestre mentre la Messa domenicale, celebrata da Don Giuseppe Delogu, è stata accompagnata dai canti liturgici del Coro Lorenzo Perosi. Altro momento religioso molto partecipato: la processione con il festoso accompagnamento della banda musicale Felicino Mibelli e del gruppo Folk di Olbia. Dopo il grande pranzo, con la carne di pecora protagonista del menù, ancora canti e balli, da quelli tradizionali e folcloristici al liscio suonato dall’orchestra “La Romagna”.