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Kentannos: un libro e 100 candeline per l’Olbia Calcio

Il fine settimana dedicato a San Simplicio ha riservato un ampio spazio ai festeggiamenti per i primi cent’anni dell'Olbia Calcio. Fondata nel 1906, è una delle società sportive più antiche della Sardegna. Straordinaria la partecipazione di pubblico alle manifestazioni organizzate nei giorni scorsi. Gremita la sala dell’Expò; presente l’Olbia di oggi e quella di ieri, con numerosi ex-giocatori ed ex-allenatori arrivati da varie regioni della penisola per il centenario delle maglie bianche. La serata, presentata da Mauro Orrù, è stata una full immersion nella lunga storia dell’Olbia Calcio, finalmente scritta in un libro che, non a caso, è intitolato “Kentannos”. L’autore, il giornalista Salvatore Zappadu, ha ripercorso le alterne vicende, gli umili inizi, vittorie e sconfitte, gioie e dolori di tanti campionati. Testimonianze, aneddoti, ritagli di giornali, racconti, tutti inseriti nello scenario del paese che intanto diventava città.

Nell’opera di Zappadu (edita da Fontanelli), si ritrovano nomi, volti e voci dei protagonisti: dirigenti, allenatori e giocatori passati, nell’arco di cent’anni, dal campetto della Terranova di un tempo allo stadio di Olbia. Ad introdurre il pubblico nello spirito della serata è stato un filmato di vecchie immagini sulle note di «Olè Olbia Olè», l’inno dei bianchi cantato da Nena Derosas. Il Sindaco Settimo Nizzi ha rievocato il suo primo ed unico esordio come calciatore. “Mi ricordo che da bambino andavo a giocare in piazza Crispi e a dieci anni ho avuto la bella idea di iscrivermi all'Olbia. Avevo tanta voglia di giocare; l'allenatore Silverio Balzano mi mise in campo e, al primo pallone veloce che ho buttato in angolo, ho avuto la prima spinta. A ritirarmi. E fu la fortuna mia e dell’Olbia”. Nizzi ha ringraziato tutti i giocatori venuti dalla penisola “che hanno contribuito alla crescita sociale e culturale della nostra città”.

Una citazione particolare è andata al compianto Bruno Selleri. “A lui- ha dichiarato il Sindaco- sarà sicuramente dedicato uno dei nuovi campi sportivi”.  Anche Mauro Putzu ha dedicato parte del suo intervento a Selleri, da lui definito “un maestro di vita oltre che di sport”. Rievocati i “pionieri” dell’Olbia Calcio, fondata da Egidio Serra nel 1906.Un’osteria, forse in via Porto Romano, era stata trasformata in palestra, il cui nome era "Società ginnastica Olbia". Memorie legate al ventennio fascista, quando l'Olbia venne ribattezzata Liberi calciatori terranovesi Casalini (in onore di un gerarca fascista ucciso dopo il delitto Matteotti) e i calciatori potevano giocare contemporaneamente in più squadre. E ancora: la tragica fine di Catello Piro; la morte sul campo da gioco del portiere Bruno Nespoli; l’amichevole contro il Milan di Rivera; l’era del Presidentissimo Elio Pintus iniziata negli anni Sessanta e l’arrivo di Bruno Selleri; i primi anni Ottanta e la nuova società, formata da un gruppo di supertifosi, capeggiata da quello che è tuttora il patron: Mauro Putzu.

E poi tanti altri ricordi, anche curiosi come quelli legati al campionato in cui si giocò con lo sponsor Canale 5 sulle maglie. Francesco Sotgiu,  memoria storica dell’Olbia, ha presentato uno per uno le “vecchie glorie” accorse all’Expò: da Gustavo Giagnoni al mitico Palleddu Degortes, da Eliseo Croci a Feliciano Orazi e poi Rambone, Persenda, Favilli, Della Pietra, Fanti, Orofino, Croci, Vullo, Amendola e tanti altri. Gli  stessi protagonisti di gioiose promozioni e brucianti retrocessioni hanno raccontato con emozione i loro anni in maglia bianca.  L’amarcord dell’Olbia Calcio, subito dopo la manifestazione all’Expò, è stato celebrato anche in televisione. L’emittente Cinquestelle, ha dedicato al centenario dei bianchi, una lunga e interessante trasmissione condotta da Nardo Marino e Mario Cossu, coadiuvati da Salvatore Zappadu. Il giorno dopo la festa è continuata al “Bruno Nespoli”  con più di cento vecchie glorie in maglia bianca e il pubblico delle grandi occasioni.

La banda musicale ha aperto la manifestazione, sempre presentata da Mauro Orrù, ricca di emozioni ed entusiasmo, sia sugli spalti che in campo. La cerimonia è iniziata con la consegna delle targhe ai vari presidenti che si sono succeduti nel tempo: da Mariolino Sardo a Cristiano Putzu. Poi, è stata la volta dei dirigenti storici come Francesco Sotgiu e Lucio Deiana. Infine, una targa a testa per i giocatori che hanno conseguito il maggior numero di presenze in maglia bianca. Vista l’assenza di Ugo Misani (primo con 334 presenze), la prima targa è andata a Franco Marongiu, secondo con 332. A seguire Massimo Mariani, Pinuccio Petta, Nedo Bernardi, Gian Mario Rassu, Ernesto Truddaiu, Tonino Conte, Marco Sapochetti  e Silverio Balzano. All’ingresso dello stadio, è stata  poi collocata  una targa in memoria del presidente Elio Pintus. Sono seguite alcune amichevoli tra le vecchie glorie dell’Olbia Calcio.