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Donazioni e trapianti: trend positivo anche in Sardegna
Nel corso di una conferenza stampa, organizzata dai vertici dell’ASL n. 2, sono state divulgate informazioni, cifre e normative sulle donazioni e i trapianti di organi. Il direttore sanitario Renato Mura e il primario di anestesia e rianimazione Franco Pala, hanno ribadito l’importanza dell’informazione per consolidare un trend comunque positivo. Infatti “a livello nazionale, dal 2003 al 2004 le donazioni sono aumentate notevolmente; la Sardegna è arrivata a 22,7 donatori per milione di abitanti superando la Lombardia. Se non ci fossero le opposizioni dei familiari questa cifra potrebbe essere sicuramente superata. Infatti, malgrado il “silenzio assenso” previsto dalla legge Bindi (siamo tutti potenziali donatori di organi se, in vita, non dichiariamo il contrario), noi medici chiediamo comunque l’autorizzazione alla famiglia per l’espianto. I rifiuti sono ancora tanti e le motivazioni sono soprattutto di due tipi: la paura della cosiddetta morte apparente e l’attaccamento al concetto dell’integrità fisica”.
In Gallura, al momento, ci sono 13 dializzati in lista d’attesa per il trapianto di reni. Altre tre persone aspettano un doppio trapianto di reni e pancreas, mentre una sola, in tutto il territorio, aspetta un cuore nuovo. Negli ultimi 10 anni, i pazienti galluresi trapiantati sono stati una trentina: usciti definitivamente dalla dialisi, ora devono sottoporsi solo a controlli periodici. Per incrementare il numero delle donazioni e dei trapianti c’è bisogno di un’intensa attività di sensibilizzazione e di una efficiente “macchina organizzativa” . Le nuove normative in materia di trapianti stanno consolidando una vera e propria rete che fa capo al centro nazionale di Roma. A questo sono collegati i vari centri regionali. La lista d’attesa è unica; quando c’è un donatore si valuta prima se c’è un ricevente compatibile a livello locale, altrimenti la ricerca si posta sul territorio nazionale.
In questo modo, gli organi non vanno “persi” e un ruolo importante viene svolto dai reparti di rianimazione che operano tutti in rete, in collaborazione con i chirurghi. Sono le rianimazioni, infatti, che devono mantenere in vita gli organi di una persona già morta. Grazie a questa sinergia è possibile iniziare e concludere in sei-sette ore un percorso impegnativo che richiede la mobilitazione di tante professionalità. Incisiva l’immagine scelta per l’opuscolo utilizzato nella campagna di sensibilizzazione in favore della donazione, promossa dall’AIDO e da altre associazioni di volontariato, in collaborazione con il Ministero della Salute e il Centro Nazionale Trapianti. Raffigura il passaggio di testimone tra due compagni di squadra in una staffetta a simboleggiare un gesto di grande generosità, responsabilità ed altruismo. Perchè donare gli organi, significa proprio non fermare la vita. |
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