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Cooperative Learning: l’esperienza olbiese elogiata dagli inventori americani

 

Continuerà, nelle scuole di Olbia, l’applicazione del Cooperative Learning. La sperimentazione avviata in alcune classi elementari e medie,  su iniziativa dell’ Osservatorio permanente sulla dispersione scolastica, è stata elogiata  dai fratelli David  e Roger Johnson. I due professori americani, attivi da trent'anni nel campo della ricerca sui metodi didattici, sono considerati i “padri fondatori” di questa particolare  metodologia. Sono stati loro gli animatori d’eccezione di un interessante incontro-workshop promosso dall’Assessore alla Pubblica Istruzione Paolo Calaresu e da Anna Maria Chessa, responsabile dell’Osservatorio. Gli illustri ospiti hanno mostrato ai tanti studenti che hanno partecipato alla singolare lezione didattica, i vari tipi di cooperative learning, formando gruppi e simulando sessioni di lavoro. Immediato il coinvolgimento dei ragazzi, stimolati in modo del tutto nuovo e sotto diversi aspetti.

Altrettanto positivi sono stati i risultati della sperimentazione portata avanti nelle scuole che hanno aderito al progetto. Una equipe di psicologi ha verificato la validità e la produttività, sia per gli insegnanti che per gli alunni, di questo metodo didattico innovativo che permette di far lavorare gli studenti in gruppo facilitando, nel contempo, l’acquisizione di abilità sociali. E’ una tecnica che, oltre a migliorare la qualità della didattica, favorisce i rapporti interpersonali e la solidarietà all’interno delle classi. L’assessore Paolo Calaresu ha sottolineato il “grande impegno profuso dall’Osservatorio Permanente per contribuire in modo concreto ad affrontare il problema della dispersione, dell’abbandono e degli insuccessi scolatici”.   David W. e Roger T. Johnson  sono, a livello internazionale, i massimi esperti di cooperative learning. Tale sistema può essere applicato alle imprese, oltre che alle scuole, come hanno dimostrato i due fratelli, autori di  numerose pubblicazioni.

Pur definendo l’apprendimento “ un processo attivo individuale”  si considera essenziale la sua condivisione in un contesto caratterizzato dalla collaborazione e dalla socializzazione. All’insegnante,  per esempio, si richiede di agire in modo diverso ed assumere un ruolo di coordinatore all’interno della classe mentre gli studenti diventano protagonisti. Il CL, ormai collaudato a livello internazionale e nazionale,  è stato promosso e sperimentato in tutte le fasce di età e di gradi di istruzione. Nelle scuole olbiesi (quattro elementari e tre medie), dove questo metodo è stato applicato, ci sono stati notevoli miglioramenti su tre fronti: apprendimento, gradimento delle lezioni e autostima.