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A casa come in ospedale: importante servizio per i malati di tumore

Attivato il servizio di Ospedalizzazione Domiciliare Oncologica (ODO) grazie ad un notevole e corale impegno di professionalità da parte dell’ASL N.2. Il Direttore Generale Giovanni Battista Cherchi, affiancato dal direttore amministrativo Caria e dal direttore sanitario Mura, ha spiegato l’importanza di questo traguardo definito “strategico” per l’azienda sanitaria gallurese. I dettagli del progetto sono stati illustrati alla stampa dal Dott. Ortu, responsabile dell’oncologia medica. In pratica è una forma intensiva di assistenza domiciliare  per i pazienti affetti da malattie neoplastiche. Questi potranno ricevere le cure di cui hanno bisogno nelle proprie abitazioni, senza doversi sottoporre a ricoveri e a viaggi della speranza. Una delle finalità del  progetto di Ospedalizzazione Domiciliare Oncologica, che nei prossimi giorni investirà tutta la Gallura, è l’umanizzazione dell’assistenza. Si vogliono evitare,  naturalmente contando sulla collaborazione delle famiglie, lunghi ricoveri ospedalieri, dando la possibilità ai pazienti – in particolar modo a quelli nella fase terminale – di stare vicino ai propri cari, in  condizioni ottimali di assistenza. 

Le cure, infatti,  verranno garantite all’interno dell’abitazione del malato da una equipe specialistica dell’Asl 2. Nel contempo la famiglia riceverà le necessarie attrezzature oltre ad un supporto psicologico al fine di renderla idonea ad assistere il congiunto. Circa duecento persone, stando ai primi calcoli statistici, potranno essere inserite nella rete dell’ODO. Il livello di cura verrà mantenuto su livelli alti e, a questo proposito il dott. Ortu ha sottolineato i grandi passi avanti compiuti con la realizzazione del nuovo centro oncologico attualmente situato ad Olbia nell’ospedale San Giovanni di Dio. Oltre ad essere il più moderno di tutta la Sardegna, è competitivo a livello nazionale per tecnologia e sicurezza con sistemi all’avanguardia per la somministrazione dei farmaci. Notizie positive anche da La Maddalena dove è già funzionante un punto decentrato ma strettamente collegato al reparto oncologico di Olbia e quindi in grado di garantire lo stesso livello di assistenza. Presto anche Tempio e il suo territorio saranno inseriti in questo progetto, non a caso, denominato “Chemioterapia nell’ospedale più vicino”.

E, nei prossimi mesi, si procederà alla formazione di personale medico ed infermieristico, per la riduzione del dolore causato dal cancro. Tornando all’Ospedalizzazione Domiciliare Oncologica, questa è rivolta al paziente fragile, al quale si vuole assicurare la continuità dell’assistenza anche  per evitare la cosiddetta “crisi dell’abbandono”, spesso riscontrata nei malati dimessi dall’ospedale. Complessivamente l’Asl n.2 segue circa 2mila malati oncologici. In tutta la Gallura si registrano più di 400 nuovi casi all’anno e, da qualche tempo, si stanno recuperando malati che prima si curavano in centri della penisola e all’estero. Un segnale positivo che, evidentemente, premia lo sforzo finanziario, organizzativo e professionale  che gli attuali vertici dell’Asl.n.2 stanno portando avanti con grande determinazione.