| Il Sindaco | La Giunta | Il Consiglio | Le Commissioni | Regolamento | Statuto | INCittà | Home|

“Quale capoluogo?”: emergono posizioni e proposte

 

Un vivace confronto, intitolato “Quale capoluogo?” è scaturito dal dibattito,  organizzato all’Expò da un movimento spontaneo formato da quattordici associazioni di volontariato attive sul territorio. L’incontro, moderato da Mauro Orrù, è stato caratterizzato dalla partecipazione di un pubblico numeroso, variegato e, soprattutto, molto interessato alla questione. Sicuramente centrato l’obiettivo degli organizzatori che, al di là delle posizioni ufficiali espresse dagli schieramenti politici, hanno voluto far emergere convinzioni e dubbi, timori e speranze della gente. Privati cittadini, avvocati, amministratori pubblici, sacerdoti, studenti e rappresentanti delle associazioni di categoria hanno dato vita ad un dibattito stimolante e propositivo.

Gianni Giovannelli, ex-consigliere regionale, e l’onorevole Antonio Satta, due dei “padri” della nuova Provincia hanno tracciato, a grandi linee, la storia della travagliata nascita del nuovo Ente. Sul versante politico ma assolutamente trasversale, i consiglieri provinciali Gesuino Achenza dell’Udeur, Graziano Beccu di Forza Italia e l’esponente della Margherita Pierpaolo Spano si sono dichiarati favorevoli alla soluzione che vedrebbe Olbia come unico capoluogo. Posizione contraria è stata invece espressa dal diessino Tore Derosas, dal  rappresentante dello Sdi Francesco Carbini, dal sardista Elio Casu di Budoni e dall’ex sindaco di Telti Gianfranco Pinducciu di Alleanza Nazionale.

Anche il parlamentare Antonio Satta ha perorato il doppio capoluogo mentre il consigliere provinciale dei Riformatori Tore Marrone, assertore della tesi pro-Olbia,  ha lanciato la proposta di un referendum popolare. Sulla praticabilità della proposta si è registrato l’intervento favorevole dell’avvocato Cossu di Olbia. L’esito della consultazione,  peraltro sostenuta anche dal leader dell’opposizione in Consiglio provinciale Livio Fideli,  imprimerebbe quella svolta oggi ostacolata dai numeri. Infatti, per approvare la sede del capoluogo, occorrono i due terzi dei consiglieri provinciali: un risultato attualmente irraggiungibile. L’incontro all’Expò, comunque,  è solo il primo atto di una stagione che si preannuncia caldissima sul fronte della partecipazione popolare  alla soluzione della vertenza sul capoluogo della nuova provincia.