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Liberata una Tartaruga marina nelle acque di Molarotto
Si chiama Ottavia la Tartaruga marina comune (Caretta caretta) tornata libera nelle acque dell’Area Marina Protetta di “Tavolara Punta Coda Cavallo”. Nel suggestivo scenario della riserva integrale di Molarotto (zona A) il Presidente dell’Area Marina Protetta, Settimo Nizzi e il Direttore Augusto Navone hanno liberato la Tartaruga marina comune che finalmente è ritornata in mare dopo una convalescenza di circa 2 mesi. Tutte le operazioni sono state supportate e seguite dalla Vedetta CP 2040 della Capitaneria di Porto di Olbia. La Tartaruga marina era stata ritrovata, impigliata in una rete, da alcuni pescatori lungo la costa orientale sarda. Sofferente a causa di un amo da palamito, lungo circa 4 cm. infilzato nell’esofago, è stata prontamente soccorsa e ricoverata a Cabras.
Qui, infatti, funziona a pieno regime il Centro di Recupero della Fauna Marina attivato dalla Regione Sardegna in collaborazione con tutte le Aree Marine Protette ed i Parchi Nazionali della Sardegna. Dopo l’intervento chirurgico perfettamente riuscito ed un periodo di convalescenza, la Tartaruga chiamata affettuosamente Ottavia (troppo “freddo” il numero otto che la identificava durante il ricovero) è stata trasferita al Centro di Primo Soccorso dell’Area Marina Protetta di Tavolara. Qui, grazie anche alla collaborazione dell’Olbia Mitili, è stata alimentata per una settimana in maniera da incrementare le riserve di grasso necessarie per affrontare nuovamente il mare. L’operatrice Graziella Dedola si è occupata della sua dieta che ha compreso calamari e sardine. Per niente scontrosa, Ottavia si lasciava accarezzare dai collaboratori dell’AMP e dai ragazzi dello stabulario che l’ha ospitata per sette giorni.
Al momento della liberazione, la Tartaruga (di circa vent’anni, lunga 46 cm e pesante 18 kg) ha dimostrato di essere perfettamente guarita e di aver recuperato del tutto le energie. Velocemente ha cominciato a nuotare scomparendo ben presto alla vista dei partecipanti alla spedizione, di tutto lo staff dell’AMP e dei ricercatori del CRiMM. Ottavia appartiene alla specie più comune nel bacino del Mediterraneo – la Caretta caretta – frequentemente avvistate quest’anno lungo le coste della Sardegna, complici anche le temperature del mare superiori alla media. Nel sud dell’Isola una femmina ha scelto la spiaggia di Geremeas per deporre le uova che dovrebbero schiudersi a giorni.
Attualmente anche questa nidificazione viene seguita dagli esperti della rete regionale MariNet che monitorano costantemente il sito. La storia di Ottavia ha avuto un lieto fine, ma bisogna impegnarsi su vari fronti affinché possano ridursi le minacce per questi antichi abitanti del mare. Non solo conservazione dunque ma anche sensibilizzazione ed educazione fra gli obiettivi dell’Area marina protetta, con l’invito a segnalare tempestivamente eventuali animali in difficoltà contattando il Centro Operativo dell’AMP di Tavolara allo 0789 203013. |
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