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“Berchiddeddu e la valle d’Olevà”, ultima perla della collana storica Taphros
Fino a pochi decenni fa era “lontana le mille miglia da ogni altra società umana, senza luce elettrica, telefono, strade, senza medico e levatrice... una semplice valle silenziosa, che sembra, per il suo isolamento, appartenere a un altro mondo”. Così Vico Mossa nel suo “Temi d’Arte… in Sardegna” descriveva la zona di Berchiddeddu e la valle d’Olevà, oggi protagonisti di un libro, curato da Alessandro Ponzeletti, su iniziativa del circolo culturale S’Abboju. Questa terra, mai cercata dallo Stato se non per la chiamata alle armi dei giovani e per la riscossione delle tasse, ha avuto in Gianfranco Trudda, autore di “Ammentos” il suo cantore più appassionato. Ora l’intera zona può essere conosciuta meglio attraverso questa opera che si articola in quattro sezioni (storica, geografica, ambientale e antropologica).
L’associazione culturale S’Abboju è nota in Sardegna per una serie di iniziative originali e ormai consolidate come la biblioteca rurale, costituita da libri solo “sardi”, con sede a Sa Castanza; la celebrazione annuale della transumanza e la riscoperta dello Scottis, ballo di origine scozzese, amato e praticato in tutto il circondario. “Berchiddeddu e la valle d’Olevà” è l’ultima perla della collana storica delle edizioni Taphros di Dario Maiore, attiva in Sardegna dal 1996. Il recupero del passato e delle tradizioni che caratterizzano le realtà locali, continua ad essere il “filo conduttore” di Taphros. L’attenzione della casa editrice olbiese alle piccole comunità della Gallura, sta riscuotendo grandi consensi. Inizialmente è stato Quintino Mossa di Palau a trascrivere i vividi ricordi di Nicolino Cucciari: grande vecchio che rappresentava la memoria storica orale della civiltà degli stazzi di Gallura.
Sono nati così testi come La Pricunta, L’Agliola, La Reula, La Maia e Abò. In seguito, da un’intuizione di Paola Buoni, coordinatrice del WWF di Santa Teresa Gallura, è emersa l’esigenza di recuperare anche la memoria delle immagini. È iniziata così, con la raccolta di vecchie foto di famiglie lungunesi e il libro “Lungoni, un paesi e la so’ jenti”, la collana Taphros dedicata alla memoria storica. Il successo dell’iniziativa ha convinto l’editore a proseguire su questa strada pubblicando altri libri di una serie destinata ad allungarsi. I dati raccolti in questi anni, sotto forma di fotografie, documenti e immagini d’epoca, costituiscono oggi un archivio di oltre 3.000 soggetti. Per ora, l’elenco comprende: “Telti, da li cussogghj a lu paesi”; “ITGC Deffenu, la gloriosa storia dell’Istituto Tecnico di Olbia”; Lu Trambucconi, insediamento di una comunità nella valle del fiume Enas”; “G.S Tavolara, 50 anni di storia della squadra di calcio”; “Aggius, un antico borgo di Gallura”; “Figari, storie del golfo e di Golfo Aranci” e il recentissimo “Berchiddeddu e la valle d’Olevà”. |
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