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Ad Olbia la 46° Assemblea Generale della Conferenza Italiana Superiori Maggiori

 

“Discernimento e processi formativi: una responsabilità condivisa” al centro dei lavori della 46ª Assemblea Generale della Conferenza Italiana Superiori Maggiori (CISM)  tenuta nell’arco di tre giorni al Melià. L’importante appuntamento ha riunito ad Olbia 170 religiosi provenienti da tutta Italia; presenti anche il Vescovo monsignor Sebastiano Sanguinetti  e il Nunzio Apostolico in Italia Paolo Romeo. Argomento principale: la formazione dei giovani che intendono prendere i voti. Ogni anno, in Italia, 300 giovani scelgono di seguire la vita religiosa. Una scelta certamente non facile, che deve fare i conti con il clima culturale non proprio incline a favorire la nascita di nuove vocazioni. In passato, erano i seminari che accoglievano ed educavano gli aspiranti frati al termine delle scuole elementari. Ora la formazione comincia dopo le scuole superiori e viene completata seguendo le regole dei vari Istituti.

Don Alberto Lorenzelli, presidente della Conferenza, ha sottolineato l’importanza della formazione nei suoi diversi momenti; da qui l’esigenza di redigere le linee-guida finalizzate all’educazione di circa 850 giovani che aspirano ai voti, agendo secondo un progetto complessivo. “Come pazienti contadini della formazione, noi superiori maggiori e formatori – ha dichiarato Don Lorenzelli- riteniamo importante seminare a piene mani la semente della formazione umana, cristiana, consacrata e carismatica, perché formare è costruire il futuro. Bisogna aiutare i religiosi a trovare tempi e criteri giusti per superare l'attivismo e la superficialità e programmare momenti per lo studio, la lettura personale, la riflessione comunitaria, come anche per la ricreazione e il riposo”.

Essenziale è la verifica del progetto personale seguendo percorsi concreti e condivisi. L’assemblea del CISM ha proposto anche una riflessione sulle motivazioni e le aspettative dei giovani che si avvicinano agli Istituti religiosi. Nella sua relazione, il presidente, Don Lorenzelli, dopo aver letto il telegramma inviato per l’occasione dal Santo Padre Benedetto XVI, ha ricordato ai partecipanti che la “formazione è grazia dello Spirito, atteggiamento personale e pedagogia di vita. Perché risponda agli obiettivi, si richiede che faccia attenzione ad alcuni punti di riferimento: il confronto con il contesto in cui si sviluppa la vocazione, la capacità di camminare con docilità ai suoi orientamenti, la sintonia con l’esperienza carismatica del proprio Istituto e la coerenza con la prassi formativa da essa proposta”.