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“Turismo Nautico, una risorsa per la Sardegna”…tra luci e ombre

 “Turismo Nautico, una risorsa per la Sardegna”: l’argomento di stretta attualità ha richiamato un folto pubblico nell’Aula Magna dell’Università all’Aeroporto “Costa Smeralda”. Il convegno è stato organizzato dalla Confindustria e dalla Camera di Commercio in collaborazione con  la Facoltà di Economia e Imprese del Turismo. Il tema dell’incontro e le varie problematiche ad esso legate sono state affrontate da relatori qualificati per la loro esperienza nel settore, rappresentanti delle istituzioni e delle associazioni di categoria. ‘‘Dobbiamo impegnarci al massimo per lo sviluppo del comparto nautico- ha dichiarato il Presidente della Provincia di Olbia-Tempio Pietrina Murrighile - e diffondere un modo di vivere la barca compatibile con le bellezze ambientali”.

Da più parti è stata ribadita la necessità di potenziare le infrastrutture e la formazione professionale. Altrettanto rimarcata l’opportunità di rimodulare  le cosiddette tasse sul lusso per cercare di rendere questi balzelli meno impopolari e controproducenti. Dal polo universitario, rappresentato dal preside Francesco Morandi e dal docente Carlo Marcetti è arrivato l’ invito ad una seria riflessione “basata su numeri e dati certi tuttora non disponibili nella loro completezza. Quello del turismo nautico è un settore sicuramente in crescita, un business straordinario su cui investire.  Proprio per questo il fenomeno deve essere affrontato in modo più tecnico e scientifico; i parametri di rilevazione delle presenze sono spesso diversi; carenti anche i dati sulle imbarcazioni che restano in rada”. E , comunque, non si può infatti scindere lo sviluppo del turismo nautico dall’appeal che la Sardegna esercita nell’immaginario collettivo a livello nazionale ed internazionale. A testimoniarlo è l’elevatissimo numero di barche concentrate in Gallura tra giugno e settembre.

Gran parte di questi natanti sono presi a noleggio e, anche questo, è un dato sul quale riflettere,  perché “per ogni euro investito nel settore nautico ce ne sono altri 5 di ricaduta”. Una richiesta di confronto con una proposta concreta,  è arrivata dalla Confcommercio del Nord Sardegna: “Vorremo costituire un Osservatorio sulla Nautica per offrire dei dati certi che possano essere utili alle istituzioni e ai privati intenzionati ad investire nell’Isola - ha detto il Presidente Gavino Sini- L'economia non può aspettare cinque anni e determinate scelte politiche, se si rivelano poco azzeccate, possano essere ritirate. È indispensabile mettersi subito al lavoro perché tra pochi mesi rischiamo di perdere dei flussi importanti. Noi siamo per un confronto aperto, dove la concertazione funga da medicina preventiva e non da soluzione alla cancrena”. David Legrand, responsabile della Mediterranean Yacht Broker Association, nel suo intervento, si è riferito alla presenza dei superyacht assistiti dalla sua agenzia: “Nel 2004,  in Gallura, ne sono arrivati 45 mentre nel 2005 ne abbiamo contati 200.

La passata stagione è stato registrato un calo con 58 grandi barche che hanno fatto rotta per la Croazia e la Costa Azzurra. Le previsioni per la prossima estate sono drammatiche: settanta sono già le imbarcazioni oltre i 40 metri che hanno disdetto le prenotazioni. L’imposta sugli yacht potrebbe anche essere positiva ma il modo in cui è stata attuata è da rivedere. Non è un fatto di capacità di spesa dei clienti ma di modalità e giustificazione dell’esazione. Se si trattasse di una tassa giornaliera sarebbe più facile”. Molto critica la posizione del Sindaco di Olbia Settimo Nizzi che, nel definire il provvedimento “un freno all'unica cosa di buono che avevamo”,  ha invitato gli utenti a presentare ricorso presso gli organismi competenti. Il Presidente del consiglio regionale, Giacomo Spissu, pur lasciando aperta la porta della concertazione, ha difeso le scelte della Regione poiché “dal punto di vista ambientale la Sardegna è un bene usato molto e spesso non bene. E’ il caso di proteggerlo in modo diverso. Anche i turisti devono contribuire alla sua salvaguardia. La finalità della tassa di scopo non è quella di produrre gettito, ma di favorire il mantenimento delle imbarcazioni nell’isola”