| Il Sindaco | La Giunta | Il Consiglio | Le Commissioni | Regolamento | Statuto | INCittà | Home|

Goletta Verde di Legambiente promuove il mare sardo ma boccia i fiumi

Mare sardo sempre più blu. L’ottimo risultato, già raggiunto con le tante località premiate dalle Cinque Vele di Legambiente, è stato ora confermato dalle analisi sullo stato di salute del mare. Il cento per cento delle spiagge sarde, esaminate dai biologi di Legambiente, rientra nei parametri previsti dalla legge sulla balneabilità. Su 52 punti di campionamento, nessuno ha fatto segnare valori che contrastino con le direttive nazionali ed europee. Questi i risultati del monitoraggio delle acque di balneazione della Sardegna passate al microscopio da Goletta Verde, la campagna di Legambiente di analisi e informazione sullo stato di salute del mare, realizzata con il contributo di Vodafone Italia, Italgest Mare e la collaborazione del Ministero dell’Ambiente e Tutela del Territorio e del Mare. Diversa, purtroppo, è la situazione delle foci dei fiumi, punti che la normativa segnala come non balenabili. Qui, l’inquinamento batterico, sintomo di una cattiva depurazione delle acque reflue, è invece risultato assai elevato.

In particolar modo, si registrano dati sconfortanti,  con un inquinamento dieci volte superiore ai limiti di legge, nella foce del Cedrino in località Santa Maria, Orosei (NU) e in quella del Rio Mannu a Porto Torres (CI). Alla conferenza stampa, organizzata al Circolo Nautico di Olbia, hanno partecipato Martino Luciano, responsabile Gallura Legambiente Sardegna e Davide Sabbadin, portavoce di Goletta Verde. Cinquantadue i punti di campionamento analizzati dai biologi di Legambiente lungo le coste della Sardegna. Nella provincia di Olbia- Tempio, i dodici campionamenti effettuati hanno tutti dato risultati sicuramente apprezzabili.  “Buone notizie per le acque della Sardegna - ha dichiarato Davide Sabbadin, portavoce di Goletta Verde di Legambiente- ci teniamo però a sottolineare che le nostre analisi forniscono un’istantanea relativa alla situazione riscontrata dai nostri biologi nel momento del prelievo. Non possiamo, e non vogliamo perciò conferire patenti di balneabilità, compito che resta esclusiva competenza delle autorità preposte.

Il nostro è un controllo spot che vuole riportare l’attenzione sul problema dell’inquinamento delle acque di balneazione proprio quando cittadini e turisti fruiscono delle nostre spiagge”. “Siamo felici di poter comunicare una situazione positiva, - ha affermato Martino Luciano, responsabile Gallura Legambiente Sardegna - ma invitiamo le amministrazioni a non abbassare la guardia, soprattutto in questo periodo estivo in cui l’aumento esponenziale del carico antropico mette a dura prova la salute del nostro mare. In particolare, invitiamo le istituzioni a un maggiore controllo dei corsi d’acqua, per evitare di reiterare le situazioni già note del fiume Cedrino e del Rio Mannu a Porto Torres. È confermato che i problemi vengono dall’entroterra, dove resta ancora molto da fare sul fronte della depurazione dei reflui urbani, agricoli e industriali ”. Altra “sorvegliata speciale”: l’alterazione dell'equilibrio idrogeologico con conseguente eliminazione di stagni retrodunali e la cancellazione di spiagge. Sabbadin e Luciano hanno indicato come esempi di tutela e valorizzazione del litorale i modelli di gestione di alcuni arenili (Berchida, Bidderosa) che prevedono l'accesso controllato alla spiaggia.