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A Rudalza tra devozione e festa popolare per due Santi
La festa di Rudalza per Sant’Antonio e Sant’Isidoro anche quest’anno ha richiamato una folla di fedeli, tra cui moltissimi turisti in vacanza a Porto Rotondo e dintorni. Le celebrazioni sacre e profane, sin dai primi anni Ottanta, si svolgono la prima domenica dopo Ferragosto mentre, fino ad allora, si tenevano all’inizio di settembre. La festa, che ora cade nel periodo di massima affluenza turistica, è ormai diventata un appuntamento irrinunciabile per migliaia di persone. Il Sindaco di Olbia, Gianni Giovannelli e il Sindaco di Golfo Aranci, Sergio Mammoli hanno partecipato alla Messa domenicale, officiata da Don Finà e alla tradizionale processione. I simulacri dei due Santi, Antonio e Isidoro, circondati dalle bandiere votive, sono stati portati a spalle dai fedeli sino alla rotatoria sulla strada provinciale. Il corteo, sempre preceduto dalla Banda musicale “F.Mibelli”, ha poi compiuto tre giri intorno alla chiesetta della frazione dedicata a Sant’Antonio. Il pubblico ha partecipato numeroso anche alle serate organizzate dall’attivissimo Comitato.
Grande successo ha riscosso il concerto di Maria Giovanna Cherchi che si è esibita sul palco allestito dietro l’edificio sacro. Tra un momento sacro e uno profano, gli anziani rudalzini, ricordavano la festa di un tempo. “Con i carri a buoi si raggiungeva la chiesa dagli stazzi del circondario. Si pernottava sul posto, si accendeva il fuoco e si cucinavano le tagliatelle con il sugo di pernice e il capretto. Da casa si portava la zuppa gallurese già pronta, un incredibile assortimento di dolci e tanta uva”. Oggi come allora, le famiglie locali, non hanno perso il gusto per il ballo e la convivialità. Per questo la festa abbina sacro e profano, religiosità e divertimento. La chiesa di San’Antonio, come tante altre, è stata costruita nel 1929 in seguito ad un contributo straordinario, concesso da Papa Pio XI per la costruzione di case parrocchiali e chiese in Sardegna e nel meridione d'Italia. Restaurata completamente, si affaccia su un ampio sagrato lastricato, ombreggiato da grandi querce. Come tutte le altre della stessa tipologia è molto semplice, con uno slanciato campanile a vela, delle aperture di stile neogotico e con una bella travatura lignea interna che ben contrasta con il bianco dell’ intonaco. |
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