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Cala il sipario su Amistade 2007, simbolo della cultura multietnica
 

“ Io non ho una patria. La mia patria è dove sono i miei amici, dove la cultura ha radici profonde”.  Sono le parole di Pino Cacucci, scrittore e traduttore tra i più noti, a sintetizzare la conclusione del Festival Letterario di Amistade 2007,  svoltasi nella prestigiosa cornice del Museo Archeologico di Olbia. Le animas sardas e istranzas della poesia, della narrativa e della saggistica sono state protagoniste della settima edizione della rassegna.  La serata finale ha rivisto, tra gli altri, il gruppo dei “rapper” sardi Maloscantores che avevano già coinvolto con la loro trascinante  performance, tra metrica e limba, i ragazzi dell’istituto “Deffenu”. Il ritmo incalzante dei musicisti cagliaritani è stato scandito anche dai  rappresentanti del mondo accademico e dai premiati riuniti nella sala del Museo.

Molto apprezzata l’esibizione di Pina Muroni e Mauro Mibelli che ha fatto da filo conduttore alla serata, condotta dal giornalista dell’Unione Sarda, Vito Fiori. Applaudito anche il video d’autore, firmato dal regista olbiese Fabrizio Derosas. I riconoscimenti della sezione poesia sono andati a Giulio Cossu, intellettuale tempiese considerato il più grande studioso del poeta don Gavino Pes, e a Nuala Ni Dhomhnaill, poetessa nata in Inghilterra che ha scelto l’irlandese come lingua della comunicazione. Ai familiari del compianto Francesco Masala e a Pino Cacucci sono stati consegnati i premi per la narrativa. Padre Raimondo Turtas e il palestinese Passim Dahmash sono stati segnalati per la categoria saggistica.

Alla manifestazione, organizzata con il patrocinio della Provincia e del Comune di Olbia, hanno partecipato numerosi rappresentanti delle istituzioni.Tra questi, il sindaco Gianni Giovannelli, con gli assessori Marco Piro e Giovanni Cassitta, e il vice-presidente della Provincia gallurese Elena Burrai coinvolta direttamente nel progetto Nuova voce. La Provincia, infatti, ha reso possibile la pubblicazione del libro di Franco Piga edito da Taphros, “Terrinu Sagradu”. Amistade, da sette anni, promuove un Festival di grande spessore ed originalità, all’insegna della tradizione e dell’identità, ma aperto e ricettivo nei confronti delle migliori contaminazioni culturali. Il presidente Mario Bua, anche quest’anno, è riuscito a fondere lingue, radici ed esperienze artistiche, validamente coadiuvato dal nuovo direttore artistico della manifestazione, Viviana Montaldo. Il premio Duas Animas è stato provocatoriamente assegnato ad  Abramo Ledda, “padre padrone” di  Gavino che la giuria di Amistade ha riconosciuto come vero genio creativo dell’opera sarda più nota al grande pubblico.